Tutti purtroppo conosciamo la Shoa, od Olocaustro che dir si voglia, e cosa ha comportato: milioni di morti, di famiglie spezzate, di vite distrutte, storie di stenti, di torture e di esperimenti.

Mai però si pensava che un ulteriore affronto potesse essere rivolto verso un popolo che ha già sofferto oltre modo: il campo di concentramento di Auschwitz, da sempre simbolo della tragedia ebraica e visitato ogni anno da migliaia di pellegrini che ci si recano in segno di lutto e di memoria, è stato adibito a luogo dove potersi rinfrescare dal grande caldo.

Un breve accenno: cosa è la Shoa e tutto l'orrore che ha comportato

La Shoa riguarda un periodo relativamente breve, è durata infatti dal 30 gennaio 1933 all'8 maggio 1945, eppure in questa manciata di anni sono stati compiuti ai danni del popolo ebraico torture inimmaginabili.

I morti di religione ebraica, detenuti nei 42 mila campi di concentramento, sono stati quasi 20 milioni ed ai danni di chi non ce l'ha fatta e dei sopravvissuti, ridotti più a fantasmi che ad uomini, sono state compiute torture di ogni tipo: esperimenti, detenzioni, soprusi fisici, violenze sia mentali che fisiche, privazioni del sonno e del cibo ed omicidi nelle loro forme più brutali e sanguinarie.

I pochi sopravvissuti raccontano storie terribili di dolore e di morte e di una realtà che era quasi fuori dalla porta di casa nostra e che ha cambiato per sempre l'aspetto del mondo.

Il vilipendio del campo di concentramento di Auschiwtiz: un oltraggio vergognoso

Purtroppo non c'è mai limite al peggio, come se non fosse stato sufficiente tutto il dolore e l'abominio subito dagli ebrei durante l'Olocaustro ora un nuovo affronto viene inferto ad uno dei luoghi di ricordo, preghiera, simbolo di quel dolore terrificante: le docce del campo di concentramento di Auschwitz, quelle usate dai nazisti per uccidere, tramite l'inalazione di gas, migliaia di ebrei di ogni età, sono state adibite a nebulizzatori d'acqua per combattere le alte temperature che in questi giorni si sono registrate in Polonia.

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Lo shock e lo sdegno dei visitatori, soprattutto dei più anziani, di chi va per ricordare e per rendere omaggio ai milioni di vittime, è stato alto, lo sdegno non si placa.