Un interessante servizio pubblicato sul settimanale di cronaca Giallo svela in esclusiva alcuni documenti ufficiali, inseriti nell'inchiesta, che provano in maniera inequivocabile e senza ombra di dubbio la morte della piccola Yara Gambirasio, avvenuta nel campo di Chignolo e non in altro luogo, come sempre sostenuto dalla difesa di Massimo Bossetti.

Gli indizi schiaccianti

Nel servizio vengono evidenziati indizi certi, riportati con documenti fotografici che non lasciano ombra di dubbio sul fatto che Yara abbia perso la vita in quel campo e non in un altro luogo. Il consulente della difesa, Ezio Denti, afferma da tempo che la sim ritrovata nel giubbino impermeabile di Yara non presenta alcuna ossidazione rilasciata dalle intemperie dopo tanto tempo e per questa ragione scagionerebbe Bossetti.

La scheda sim non presenta alterazioni solo perché si trovava nella tasca del giubbino, avvolta in un paio di guanti e comunque questo non significherebbe nulla ai fini delle indagini. Vediamo invece quali sono gli indizi importanti riportati nel servizio del settimanale:

1. Il pugno destro di Yara stringeva alcuni steli d'erba, i quali erano identici alla stessa erba presente nel campo. Quindi è evidente che la ragazza li stringeva quando stava per morire.

2. Sulle suole delle scarpe è stato ritrovato lo stesso identico terriccio presente nel campo e questo conferma che Yara ha calpestato da viva il terreno.

3. Una foglia ritrovata sotto la testa di Yara non è risultata accartocciata, come le altre presenti nel campo, ciò sta a significare che le intemperie non hanno agito su quel reperto, in quanto protetto dal corpo della ragazza.

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4. Sempre sotto le scarpe di Yara sono stati rinvenuti, incastrati nelle suole, i semi della stessa erba presente nel campo e questo significa che il periodo nel quale la ragazza ha calpestato il terreno era antecedente al germoglio dell'erba stessa e cioè in autunno.

Si tratta evidentemente di indizi praticamente certi secondo i periti, i quali non lasciano alcun dubbio sul fatto che la povera Yara sia stata barbaramente uccisa nel campo di Chignolo e questi indizi confermano inequivocabilmente la tesi degli inquirenti, i quali hanno fatto un lavoro tanto accurato, quanto certosino, preciso ed importante. Il prossimo 11 settembre ricomincerà il processo che vedrà alla sbarra Massimo Giuseppe Bossetti, unico accusato e imputato per la morte di una giovane e tenera ragazzina di soli 13 anni.

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