Sono stati arrestati gli assassini di Nicola Capolongo, il piccolo Cocò, bimbo di 3 anni che fu ucciso in Calabria quasi due anni fa, mentre si trovava con il nonno e la compagna di questo. il piccolo Cocò e il nonno, Giuseppe Iannicelli con la compagna Ibtissam, nota come Betty, furono uccisi a Cassano allo Ionio con diversi colpi di pistola e successivamente vennero ritrovati carbonizzati all'interno di un'auto. Secondo i carabinieri che hanno svolto le indagini, il lannicelli era solito portare il nipote con sè proprio per dissuadere i nemici dal compiere azioni criminali nei suoi confronti.

L'appello di Papa Francesco e il movente mafioso del delitto

Pochi giorni dopo il ritrovamento dei corpi, anche Papa Francesco, nell'Angelus del 26 gennaio 2014, in Piazza San Pietro, dedicò le parole alla tragedia appena avvenuta: 'Non ha precedenti un accanimento del genere nei confronti di un bambino così piccolo, preghiamo per chi ha commesso questo tremendo delitto affinchè si possa pentire, e rivolgiamo le nostre preghiere anche a Cocò che ora è in cielo'.

L'appello di Papa Francesco però non ebbe seguito, gli assassini di Cocò infatti non si costituirono.

'Il movente è caratterizzato da una connotazione mafiosa' così gli investigatori hanno spiegato quale fosse il movente del delitto. Secondo gli inquirenti il Ianniccelli sarebbe stato ucciso perchè avrebbe voluto raccontare i meccanismi dello spaccio della droga, importata attraverso navi mercantili e nasconsta nei doppi fondi delle automobili e trasportata in Calabria. E per questo sarebbe stato punito. Proprio due giorni fa era stata circondata, dalla Guardia di finanza, la casa di Luigi Abbruzzese, noto per essere il capo dell'etnia Rom della 'ndrangheta calabrese, ma l'uomo non era in casa. Nello stesso tempo veniva arrestato Rocco Anello, figura molto conosciuta negli ambienti criminali calabresi.

I migliori video del giorno

L' operazione Gentlemen, ha portato agli arresti di 33 criminali del 'clan degli zingari', era questo il nome di coloro che si occupavano dello spaccio di stupefacenti in Calabria.

Il ' tradimento dell'uomo'

Sul cofano dell'auto, una Fiat Punto, in cui giacevano i tre corpi, era stata lasciata una moneta da 50 centesimi. Proprio questa moneta simboleggiava un'esecuzione legata al denaro e in particolare allo spaccio di droga. La moneta era stata usata per simboleggiare il tradimento dell'uomo. Ora è chiaro che "il clan degli zingari" ha ucciso il Iannicelli perche l'uomo aveva parlato. E a rimetterci la vita è stato anche un bambino innocente di 3 anni che per sua sfortuna quel giorno si trovava in compagnia del nonno.