Il nazismo fai da te, con spada e maschera, entra in una scuola svedese per fare due morti e tre feriti; questa forma di intolleranza ha il nome di Anton Lundin Pettersson, un ragazzo appena ventenne pronto a sacrificare vite umane in difesa del suo ideale e magari consapevole anche di morire per questo (come poi è accaduto in seguito). L’odio razziale spinge al crimine, ma non si tratta di odio organizzato, non si tratta di "tecnici della violenza" e nemmeno di "esperti di morte", la mano che uccide è quella di un ragazzo di venti anni, schivo, disinteressato, con la mente popolata dalle logiche del videogame.

Il suo difetto? Non sopporta l’Islam e odia gli immigrati.

È un intollerante, nella vita non ha grandi obiettivi o forse uno ce l’ha: vendicare la sete di disprezzo per chi non è come lui. Per uccidere si "concia per le feste" indossa una maschera, si traveste da di Darth Vader, in pieno stile Guerre Stellari, prepara le sue armi: una spada ed un coltello. Adesso è pronto, un "tagliatore di gole" moderno, tecnologico quanto basta.

L’assalto

Alle dieci in punto (ora locale) di giovedì mattina, il killer entra in azione. Con la complicità del suo travestimento si introduce in una scuola di Trollhattan (una cittadina nei pressi di Göteborg) che ospita una popolazione studentesca che inizia con gli alunni della materna e finisce con gli studenti di scuole superiori. Un insegnante lo vede, probabilmente non gli piace questo "strano scherzo" prima del giorno di Halloween, e quindi gli intima di togliersi la maschera e rendersi identificabile; per tutta risposta "l’omicida autodidatta" estrae la spada e colpisce l’insegnante all’addome uccidendolo.

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A quella vista si scatena il panico assoluto, tutti gli studenti corrono "sospinti dalla teoria delle masse in movimento" verso l’esterno dell’edificio urlando e invocando aiuto. L’assassino, adesso, è in delirio, l’adrenalina ha conquistato tutti i suoi gangli nervosi, si dirige senza perdere tempo verso le aule, una vale l’altra, senza scegliere colpisce i primi che gli aprono la porta. Purtroppo non trova scampo uno studente diciassettenne che morirà ed un altro è finito in ospedale in gravi condizioni insieme ad un insegnante, per essere urgentemente operati nella speranza di sopravvivere alle ferite da taglio "profonde ed aggressive" che hanno riportato. L’epilogo è quasi un canovaccio che rispetta in questi casi: l’omicida muore colpito dai proiettili della polizia intenta a fermarlo a pochi minuti (per fortuna) dall’inizio della furia omicida.

Lo scenario

La cittadina di Trollhattan ospita una comunità di immigrati abbastanza corposa, in questo contesto la scuola Kronan sembra fungere da "incubatore razziale" per molti abitanti del posto.

Secondo la ricostruzione di alcuni tabloid internazionali, infatti, la scuola ha un alto tasso di trasferimenti del corpo docente e sembra sia stata già multata dall’Ispettorato del settore istruzione per ragioni riconducibili alla sicurezza sociale. La scuola si trova in un quartiere più degradato rispetto allo standard della città e molti figli di immigrati frequentano l’istituto che, come per tutte le altre scuole svedesi, è aperta al pubblico. Questa falla nella "security scolastica" è stata presa subito in considerazione dalle autorità legislative che sono già da subito allo studio di una soluzione a breve termine. La caffetteria della scuola per esempio, oltre a soddisfare le esigenze degli studenti, era utilizzata anche da normali cittadini alla stessa stregua di un locale pubblico.