La Polizia di Stato ha tratto in arresto quattro scafisti che nella giornata di ieri hanno guidato 222 migranti verso la costa siciliana. I migranti, tutti partiti dalla Libia a bordo di due gommoni hanno attraversato il Mediterraneo, sono stati individuati e soccorsi in acque internazionali e accompagnati presso il Porto di Pozzallo (Ragusa) e, dopo i dovuti controlli igienico-sanitari, accolti presso il centro di accoglienza del paese marinaro. Gli agenti della Polizia, coadiuvati dai Carabinieri e dalla Guardia di Finanza, dopo accurate indagini e dopo aver ascoltato diversi testimoni, hanno individuato e tratto in arresto gli scafisti.

Per loro l’accusa è di favoreggiamento all’immigrazione clandestina aggravata dal fatto di aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale di persone extracomunitarie in Italia mettendo le stesse persone in serio percolo di vita.

Gli aiuti

Le indagini, condotte dalla Procura di Ragusa, sono subito scattate dopo che il Comando generale della Capitaneria di Porto aveva segnalato alla Dignity di Medici senza Frontiere un gommone carico di migranti in difficoltà. La priorità, ovviamente, è stata quella di andare a soccorrere i migranti per evitare che si potesse registrare una tragedia. Durante le operazioni di salvataggio i soccorritori hanno avvistato un altro gommone stracolmo di migranti in seria difficoltà. Alla fine delle operazioni sono state tratte in salvo, complessivamente, 222 persone tra le quali donne a bambini.

Soccorsi chiamati dagli scafisti

Una volta assicurati i migranti agli operatori per i controlli e l’accoglienza, gli inquirenti hanno avviato subito le indagini cercando di trarre informazioni utili dai passeggeri che si trovavano all’interno dei due gommoni. I migranti, ancora molto impauriti e infreddoliti, hanno dato piena collaborazione alle forze dell’ordine rendendo una descrizione dettagliata delle persone che hanno guidato la loro traversata.

A conclusione delle indagini sono state individuate quattro persone, due per gommone, che cercavano di mimetizzarsi tra gli extracomunitari soccorsi. Come accade spesso, sono stati proprio gli scafisti a chiamare i soccorsi non appena raggiunte le acque internazionali e dopo hanno gettato in mare i cellulari per non essere identificati tramite gps.

Nel 2015 solo a Ragusa, sono stati fermati ben 135 scafisti, un bilancio destinato a crescere considerato anche le ottime condizioni del mare.

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