Alcune "amicizie" hanno consentito al costruttore Andrea Bulgarella (collegato al clan Messina Denaro) di ottenere reciproci vantaggi, consistenti nell'ingresso del clan sul mercato dei materiali da costruzione in Toscana, con operazioni in evasione di tasse (quindi tariffe fraudolentemente più basse, quando non direttamente imposte con minacce). Il vantaggio per Bulgarella era quello di essere finanziato e particolarmente privilegiato negli acquisti del nominato materiale edile: situazione che gli ha consentito grosse costruzioni sulla fascia litoranea toscana e grandi guadagni con la successiva gestione turistico-alberghiera.

Gli stretti rapporti con "Il capo dei capi"

Come hanno dimostrato i carabinieri del Ros, titolari delle indagini e delle relative intercettazioni, questa fase vede il costruttore intrattenere stretti rapporti con Girolamo Bellomo, detto Luca, titolare di un'azienda di forniture alberghiere, ma soprattutto genero di Rosalia Messina Denaro, a sua volta sorella del più famoso Matteo, il capo dei capi di Cosa Nostra, latitante dal 1993, dopo una vacanza trascorsa in Versilia, nel mare di Forte dei Marmi.

Un caso? Se ancora rimanesse un residuo dubbio sulle "conoscenze" di Bulgarella, esistono due testimonianze di collaboratori di giustizia. La prima è quella di Giovanni Brusca (colui che attivò il telecomando della strage di Capaci, facendo saltare in aria Giovanni Falcone, la moglie e la scorta), la seconda è del pentito Antonino Cascio, defunto e cugino in via indiretta di Bulgarella. Entrambe le testimonianze rese qualificano il costruttore trapanese come uomo a totale disposizione di Matteo Messina Denaro e molto abile a "proteggersi", procurandosi amicizie influenti. Le intercettazioni effettuate forniscono la prova dei rapporti in essere tra Bulgarella, l'assessore regionale siciliano Francesco Canino e l'ex ministro Gunnella.

Le banche depredate e la massoneria toscana

Partito dalla Sicilia con i soldi del clan Messina Denaro, in Toscana l'imprenditore (che, tra l'altro, è stato ad un passo dal rilevare il Pisa Calcio dallo storico proprietario Romeo Anconetani), si è specializzato nel reperire finanziamenti bancari, impossibili da ottenere per via dei suoi pessimi bilanci, ma elargiti ugualmente, grazie alla estesa rete di "potenti" amicizie che ha saputo creare anche in Etruria.

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A Pisa, Bulgarella trova un valido referente in Vincenzo Littara, settantatreenne ex direttore generale della C.ReA. di Cascina (commissariata un anno fa anche per le disinvolte operazioni consentite all’imprenditore trapanese, in palese violazione delle normative bancarie), pure lui indagato per appropriazione indebita, in concorso con l’aggravante mafiosa. Littara risulta indicato come "capo" negli elenchi della loggia massonica Hiram, appartenente al Grande Oriente d'Italia, il Gotha massonico italiano. A suo nome risultano diversi soggiorni effettuati, con parenti ed amici, presso le strutture alberghiere del Gruppo Bulgarella in Sicilia, oppure presso l'Hotel Abitalia di Viareggio.