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La giustizia civile è riuscita a smaltire 250mila cause pregresse, oltre alla gestione di quelle 'fresche'. E' un dato positivo ed è un chiaro segnale del cambio di passo che i tribunali si sono dati per aggredire l'enorme massa di cause arretrate, ancora ammontanti a 3 milioni e 494mila. Il processo civile telematico, procedura studiata per semplificare la gestione che ogni pratica richiede, in termini di trattazione, notifiche ed archiviazione, fa sentire i propri benefici effetti. Il ministro Orlando esprime soddisfazione, ma non nasconde preoccupazioni per un fenomeno assolutamente emergente: i fascicoli aperti ed abbastanza velocemente smaltiti sono solo i più recenti.

Le cause in corso da più di tre anni sono aumentate di 69.150 unità, arrivando al totale di 1.117.769. In percentuale, i 'vecchi' processi sono saliti dal 24,8 al 32%.

Tribunali virtuosi e non

La situazione italiana è variegata: il record di 'longevità' dei processi appartiene al piccolo tribunale di Verbania: nonostante non sia una zona 'calda', popolosa o particolarmente litigiosa, lì esistono due cause iniziate nel 1951. I tribunali con l'arretrato 'storico' più rilevante sono tutti al Sud. Salerno ha 431 cause risalenti al XX secolo, Napoli ne ha 418, Barcellona Pozzo di Gotto (ME) 345, Cagliari 235. I tribunali più virtuosi risultano essere Rovereto (TN), Sciacca (AG), Lecco, Aosta, Busto Arsizio (VA), con appena una causa ante 2000. Tra le grandi città, a Torino le cause datate '900 sono 11, a Roma 221 (la più antica è del 1959), Milano 39 (quella più datata è del 1988).

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La percentuale in aumento dei processi vecchi preoccupa il ministro Orlando perché, a seguito della legge Pinto, ogni cittadino il cui processo civile superi i tre anni ha il diritto di chiedere una rifusione dei danni. Il Ministero comunica che, proprio a causa di questo arretrato 'storico', è stato speso quasi un miliardo di euro per i risarcimenti.

Il piano Strasburgo Due

Il Guardasigilli raccomanda di evadere i processi in ordine di loro apertura, ma non tutti i tribunali lo fanno. Nel marzo scorso, in conferenza stampa, Matteo Renzi ed Andrea Orlando, insieme al capo dipartimento Mario Barbuto, ritenevano sufficienti sei mesi di tempo per evadere le 86.283 cause antecedenti il 2000 e nove mesi di tempo per le restanti 127.416, aperte tra il 2000 ed il 2005. Non ci si è riusciti e questo ha indispettito il premier, per il mancato utilizzo del raccomandato criterio 'first in, first out'. Poiché non è escluso che ci siano state 'resistenze di casta' da parte dei magistrati, che non prendono ordini dall'Esecutivo, tale modus operandi è stato ribadito a giugno con una delibera del Consiglio Superiore della Magistratura.

Ieri, sulla scorta della delibera CSM, il Ministero della Giustizia ha elaborato un nuovo piano di smaltimento dei processi più 'anziani'. L'hanno chiamato Strasburgo due. I Presidenti di tribunale dovranno smaltire entro fine gennaio 2016 tutte le cause risalenti al XX secolo (adesso scese a 44.639) ed avranno otto mesi di tempo per evadere tutto ciò che precede il 31.12.2005 (ridottosi a 73.928 fascicoli). Per ottenere tale risultato, è previsto il rinforzo di organico fornito da 3.200 ex dipendenti delle Province. Il Ministero vigilerà.