Con una partenza effervescente è iniziato lunedì il Sinodo e già fa discutere, tra visione conservatrice e visione progressista. La Chiesa è una sola certo, ma le anime che l'abitano sono diverse e non si tratta solo di sfumature. Al centro della riflessione del sinodo c'è la "famiglia", ovvero il terreno nei quali sono cresciuti i maggiori cambiamenti sociali degli ultimi decenni e con i quali il mondo ecclesiastico è chiamato a confrontarsi. Ma in che modo?

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La saggezza del Papa

Di recente Papa Francesco è intervenuto con forza spiegando che il Sinodo non è il parlamento dove ci si mette d'accordo, anche perché un accordo pure a volerlo concedere non sembra realistico. Basti pensare alle ore immediatamente precedenti l'apertura dei lavori, alle dichiarazioni di Padre Charamsa che non solo ha annunciato di essere gay, aggiungendo: "come tantissimi sacerdoti", ma ha anche svelato di avere un compagno.

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Gettando così in su solo colpo almeno un paio di "delicati" argomenti sul tavolo: la questione omosessuale e le unioni che spesso ne conseguono, di conseguenza la levata di voci con favorevoli e contrari. Ma come deve comportarsi la Chiesa dinanzi a temi come questo che attraversano e lasciano il segno nella nostra società? Deve abbracciare i suoi fratelli o tenerli lontani?

Una Chiesa conservatrice o progressista?

Il coming out di Krysztof Charamsa già in questi primi giorni di Sinodo è stato dibattuto con posizioni neanche a dirlo contrapposte: chi è gay non ha scelto di esserlo, quindi la Chiesa deve mettere in campo un'opera pastorale per accompagnare queste persone, hanno sostenuto alcune voci progressiste.

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Papa Francesco

Le unioni omosessuali sono un regresso di civiltà e una forte deviazione della sessualità, hanno ribattuto quelle conservatrici. Una contrapposizione che non si limita solo all'omosessualità, ma investe per esempio anche i divorziati risposati e il loro diritto alla comunione che qualcuno vorrebbe riconoscergli dopo un percorso di pentimento e qualcun altro negare nel principio di una Chiesa che non può accettare due matrimoni validi.

Dinanzi a questa divaricazione si trova il Sinodo chiamato a riflettere, e forse anche a rispondere, ad interrogativi ormai millenari. Ma infine la Chiesa deve restare fedele a se stessa o andare incontro ai cambiamenti del mondo e delle persone?

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