Continuano le indagini sull'omicidio a Pordenone, che coinvolge sempre di più anche i media, i quali si stanno occupando molto del delitto che ha portato alla morte di Trifone Ragone e Teresa Costanza. Il programma Quarto Grado ha mostrato dei fotogrammi inediti, che hanno fatto vedere l'interno della macchina di Giosuè Ruotolo, sospettato per l'assassinio dei due fidanzati. Nello specifico è stato messo in evidenza il gancio della cintura di sicurezza, sul quale sono state ritrovate delle tracce sospette. Non si sa ancora quale sia la natura di queste tracce biologiche, ma gli inquirenti hanno ipotizzato che si possa trattare anche di sangue.

La posizione di Giosuè Ruotolo

Gli investigatori, riguardo alle tracce sospette trovate nell'auto di Giosuè Ruotolo, sono molto cauti, ma non si esclude l'ipotesi che quelle macchie possano riferirsi al sangue delle vittime. Se fosse valida questa teoria, il presunto assassino, sparando a distanza ravvicinata a Trifone e a Teresa, si sarebbe macchiato del loro sangue. Una volta rientrato nella macchina, si sarebbe allacciato la cintura e inavvertitamente avrebbe lasciato queste tracce biologiche, sulle quali adesso si sta cercando di fare luce. Da questo punto di vista la posizione di Ruotolo diventa sempre più grave, perché anche se egli ha fornito un alibi per la sera del delitto, dovrà dimostrare come quelle tracce biologiche siano finite proprio all'interno della sua automobile.

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I tabulati del telefono

A Quarto Grado sono stati presi in considerazione anche i tabulati che riguardano le telefonate del cellulare di Ruotolo e i messaggi che avrebbe inviato con il telefonino. In particolare sono stati analizzati i rapporti telefonici che ci sono stati la sera del delitto, il 17 marzo del 2015. È risultato che Ruotolo non ha telefonato dalle 19:15 alle 20.03. Precedentemente c'era stata soltanto una telefonata alla fidanzata, proprio alle 19:15. La mattina successiva all'omicidio Ruotolo avrebbe ricevuto un messaggio da un suo superiore, che invitava tutti i commilitoni a riferire ciò che sapevano.