Nelle indagini relative alla misteriosa sparizione dell'imprenditore bresciano Mario Bozzoli bisogna partire dalle parole della moglie Irene Zerbini, secondo la quale il marito ultimamente appariva non poco impaurito. L'uomo era stato minacciato da qualcuno che incontrava in azienda? Saranno gli inquirenti a valutare. Gli investigatori propendono per la pista dell'omicidio, con conseguente distruzione del corpo. Al 16 novembre 2015 però non sono ancora state trovate tracce, nonostante l'impegno profuso dall'esperta anatomopatologa Cristina Cattaneo. Ricordiamo che l'auto di Mario Bozzoli era regolarmente parcheggiata fuori dalla ditta e che i suoi abiti erano nello spogliatoio delle docce.

In realtà tutto questo non impedisce che sia stato portato fuori dallo stabilimento e fatto salire su un mezzo di trasporto. Inizialmente si era ipotizzato un sequestro di persona.

I forni

L'attenzione degli inquirenti resta tuttavia concentrata sui forni, anche perché il giorno della scomparsa dell'uomo i macchinari registrarono una fumata non ordinaria e bisogna risalire a cosa è stata dovuta. Secondo quanto hanno riportato i colleghi di Repubblica, la moglie di Bozzoli ha detto “Mio marito aveva paura ad andare in fabbrica.” ed è una frase che, sintetizzando perfettamente un particolare stato d'animo, non si presta certo a fraintendimenti. La frase sarebbe presente nella denuncia presentata ai carabinieri di Tavernole sul Mella. L'uomo inoltre avrebbe avuto il timore che i nipoti, i figli di Adelio, fossero impegnati a far sparire materiale aziendale da utilizzare o mettere in commercio nello stabilimento nascente.

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Il fratello Adelio, infatti, socio di Mario Bozzoli, era determinato a mettersi in proprio rompendo nei fatti la società per lanciarsi in una nuova avventura imprenditoriale. I suoi figli si chiamano Giacomo e Alex. Quest'ultimo è stato ripreso dalle telecamere della nota trasmissione tv "Chi l'ha vito?" mentre distruggeva alcune carte. Alex ha spiegato che erano solo pagine di vecchi giornali. Resta poi da capire se c'è una relazione tra la sparizione di Bozzoli e la successiva morte di Giuseppe Ghirardini, operaio che da tempo lavorava nella fonderia. Nel suo stomaco è stato trovato un involucro contenente veleno.