Superscortata da carabinieri, poliziotti e agenti di polizia penitenziaria, Veronica Panarello, la ventisettenne siciliana indagata per l'infanticidio del figlio di otto, Loris Stival, anni commesso il 29 novembre 2014 a Santa Croce Camerina, è arrivata puntuale alle 10.30 al tribunale di Ragusa per l'udienza preliminare davanti al gup Andrea Reale che già oggi potrebbe decidere sul rinvio a giudizio, come chiesto dalla procura, o sul non luogo a procedere, come auspicato dalla difesa. I capi d'imputazione nei confronti della donna sono quelli di omicidio volontario e occultamento di cadavere con l'aggravante del rapporto di parentela.

Caso Loris Stival: al via oggi 20/11 il processo preliminare per la mamma

La mamma siciliana presunta infanticida ha fornito diverse versioni di quello che è successo e di quello che lei fece quella terribile mattina del 29 novembre di un anno fa. Negli ultimi giorni, dopo la pubblicazione sui giornali e sul web e la diffusione in tv delle intercettazioni in carcere in cui raccontava al marito Davide Stival di non aver accompagnato il bimbo a scuola nel giorno della morte, le nuove confessioni parziali che hanno impresso una clamorosa svolta nell'inchiesta. La donna ha confessato di essere stata lei ad avere nascosto il corpo del figlio in un canalone nella zona del Mulino Vecchio tra le campagne del Ragusano sulla strada per Donnafugata, ma continua a negare di essere stata lei ad uccidere il figlio.

Secondo il suo nuovo racconto davanti agli investigatori la donna ha detto che il bimbo si è autosoffocato come delle fascette di plastica da elettricista con le quali stava giovando. Lei avrebbe fatto di tutto per salvarlo ma inutilmente visto che quando si è accorta dell'incidente, secondo la sua nuova ricostruzione dei fatti, il bimbo era già morto. Così poi decise di andare a nascondere il cadavere perché, presa dal panico, non sapeva come giustificare l'accaduto e pensava che nessuno l'avrebbe creduta.

L'avvocato Villardita su Veronica: 'Anomalia comportamentale da valutare'

"Nei ricordi che emergono di Veronica Panarello - ha affermato oggi prima dell'udienza preliminare il suo legale, l'avvocato Francesco Villaardita - c'è una anomalia comportamentale degna di essere valutata".

Sulle nuove rivelazioni che la sua assistita ha fatto agli inquirenti bisogna "verificare la compatibilità - ha spiegato - di quanto è stato detto". L'avvocato ha spiegato ai cronisti che ancora non è stata deciso se chiedere o meno il giudizio abbreviato, grazie al quale, in caso di condanna, l'imputata avrebbe la sua pena ridotta di un terzo e quindi certamente eviterebbe l'ergastolo previsto per reati come quelli che gli vengono contesti: omicidio volontario e occultamento di cadavere aggravati dal rapporto di parentela. Probabilmente verrà richiesta la perizia psichiatrica. Il papà del bimbo, Davide Stival, e la suocera di Veronica Panarello, Pina Aprile, si sono costituiti oggi parte civile con il patrocinio dell'avvocato Daniele Scrofani. "Io non mollo comunque - ha detto l'avvocato Villardita - e credo alla mia assistita".