In aula i testimoni dell'accusa ricostruiscono i movimenti di Massimo Bossetti di quel giorno, ovvero quello della scomparsa della tredicenne subito dopo essere uscita dalla lezione di ginnastica ritmica. Stiamo parlando del 26 novembre 2010, il giorno in cui scomparve Yara Gambirasio. Ieri era il quinto anniversario della tragedia, oggi, invece, c'è stata una nuova udienza del processo a Massimo Bossetti, il muratore unico imputato dell'omicidio in carcere da un anno e mezzo ormai.

Il pubblico ministero ha chiamato a deporre una lunga lista di testimoni per cercare di ricostruire i movimenti di Bossetti il giorno del delitto e delle sue frequentazioni a Brembate di Sopra, il paese della vittima.

I primi a parlare sono stati i dipendenti di due ditte di materiale edile: dalle fatture emesse risulta che Bossetti fece un'acquisto a Villa d'Adda, poco lontano da Brembate alle 14.30 del 26 novembre; è questa la dimostrazione dell'accusa che mentì quando disse di aver lavorato per tutto il pomeriggio.

Le probabili menzogne e la tensione in aula

Un'altra fattura lo colloca a Chignolo d'Isola il 9 dicembre, vicino il campo in cui la giovanissima Yara Gambirasio fu ritrovata cadavere due mesi dopo circa. Quella volta acquistò un metro cubo di sabbia, ma non è chiaro il motivo di questo acquisto e nemmeno il fornitore interrogato ne sa dare una motivazione.

Poi è la volta della commercialista di Bossetti: dopo l'arresto, quando gli fu contestata la presenza a Brembate di Sopra (BG) la sera del delitto, disse che forse era andato lì per le scadenze del mese, mentre la commercialista afferma di non ricordare quando il muratore si recò nel suo studio e questa per la difesa è un elemento importante: "Non esclude che Bossetti potesse essere passato il venerdì 26 novembre per firmare la delega di pagamento".

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In aula c'è stata tensione fra accusa e difesa quando il pm ha annunciato che nel pomeriggio verranno ascoltate le dipendenti del centro estetico di Brembate dove Bosetti andava a fare le lampade. "Non erano previste" hanno detto gli avvocati del muratore, ma la corte ha stabilito che dovranno deporre.