Uno scandalo finanziario si abbatte su un ex abate di Montecassino Pietro Vittorelli. Beni sequestrati al Vittorelli e a suo fratello accusati di appropriazione indebita e riciclaggio di denaro del monastero. L'indagine ha inizio circa un anno fa, quando l'Unità di Informazione di Bankitalia apre un fascicolo a danni dell'Abbazia per incongruenza dei conti.

Spese per 34 mila euro al mese

L'UIF è ente nazionale che opera in ambito di antiriciclaggio e si avvale di collaborazioni in tutta Europa e nel mondo.

Qualsiasi operazione anomala viene segnalata e si avvia una procedura di indagine ad opera della magistratura. Spese esorbitanti per cene di lusso, viaggi in varie parti del mondo, hotel da migliaia di euro, cene da 700 euro con ostriche e champagne, erano alcuni dei piaceri che si concedeva l'ex abate e per i quali arrivava a spendere anche 34 mila euro al mese. Oltre a spese per viaggi l'ex abate comprava anche case. L'indagine in corso svela un buco di circa 500 mila euro dall'ex monastero, relativo agli anni 2008-2013. Nel 2013 il Vittorelli lasciava l'incarico per problemi di salute.

Il denaro veniva ripulito dal fratello

Secondo le indagini il denaro prelevato dalle casse dell'Abbazia, donato dai fedeli per opere di bene, veniva in parte utilizzato per scopi personali dall'ex abate e in parte smistato al fratello, noto promotore finanziario il quale lo occultava, ripuliva e gli dava nuova vita in conti all'estero. L'abate, a detta di molti, conduceva una vita da nababbo che non si addiceva troppo alla regola benedettina dell'Abbazia.

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Papa Francesco

Vittorelli pare avesse anche ambizioni in ambito politico, dopo aver superato la crisi cardiaca ed essere stato ricoverato a lungo in una clinica svizzera, lo scorso settembre aveva fatto capolino in pubblico durante una convention di Forza Italia a Fiuggi. L'ex abate aveva costruito un sistema quasi perfetto con l'abilità del fratello broker, il quale trasferiva il denaro da un conto all'altro con investimenti vari che depistassero gli inquirenti dall'origine dei capitali.

La verità la sapremo solo a conclusione delle indagini e non si escludono colpi di scena con il coinvolgimento di complici altolocati.

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