Il Gico della Guardia di Finanza di Venezia ha dato inizio alle perquisizioni che stanno avendo luogo in tutta Italia, in relazione all’inchiesta della Dda di Napoli sul traffico di armi e arruolamento di mercenari diretti verso Paesi africani interessati da guerre civili, in particolare Somalia e Sudan. Il movimento riguarda il commercio di parti di velivoli e fucili mitragliatori. Nel mirino circa 30 persone e il sospetto di un eventuale coinvolgimento della camorra, in maniera specifica dei Casalesi che avrebbero preso accordi con terroristi islamici.

Da Napoli al nord

Le indagini erano partite con perquisizioni in territorio partenopeo, che si sono estese, negli ultimi mesi, in altre realtà del nostro territorio dopo alcuni episodi, in cui è emersa l’implicazione di alcuni personaggi attivi in Veneto nel reclutamento di ‘mercenari’.

Da tali vicende sembra aver preso piede il filone legato all’assoldamento. Il guizzo delle ultime settimane dell’inchiesta, partita più di un anno fa, ha portato ad un’azione tempestiva e mirata da parte dal gruppo d’investigazione veneziano.

Commercio di parti di veivoli e armi

Le indagini iniziali erano arrivate ad una società che si occupa di componenti di elicotteri, “Società italiana elicotteri”, ed in particolare di esportare parti di velivoli, utilizzati anche per finalità belliche da quei Paesi in cui  la presenza di scenari di guerra è molto forte. Durante le perquisizioni che hanno interessato Napoli, Lazio, Veneto e Piemonte si è scoperta un’organizzazione, nella quale compaiono anche ex ambasciatori, ex militari e mediatori di affari, mischiata nel traffico d’armi e nell’addestramento di mercenari.

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Perquisizioni che hanno portato allo scoperto tracce di armamenti destinati a raggiungere Somalia, Nigeria,Libia, Sudan, e in parte anche in Armenia.

Giro d'affari di milioni di euro

Da tali ritrovamenti ripartirà una nuova fase dell’indagine, che mirerà alla ricostruzione logistica dei movimenti fatti per far arrivare la merce a destinazione. La Dda al momento non è in grado di fornire dati certi sulle cifre del giro d’affari, ma indicativamente sembra che per ogni affare concluso il guadagno si aggiri intorno a qualche decine di milioni di euro. Risulta ad esempio, che in Armenia sia stata effettuata la vendita di quattro elicotteri dal costo molto elevato. L’inchiesta si è inoltre spostata anche su quella rete internazionale che si sarebbe resa complice e che avrebbe messo all’opera ex militari, probabili addestratori di mercenari e attivi  in campi di esercitazioni militari presenti in quei Paesi Africani dove i conflitti interni dilagano.