"Allah è grande", dopo succede il finimondo. I testimoni hanno raccontato di aver visto un gruppo di terroristi inneggiare alla Siria prima di aprire il fuoco e fare una carneficina all’interno del teatro stracolmo di persone, è una strage. Mai l’Europa era stata vittima di un attacco terroristico di questa portata, le ultime notizia parlano di almeno 120 morti, ma si tratta, purtroppo, di un numero ancora provvisorio che potrebbe aumentare ancora. Il Mondo guarda attonito, in Francia è stata una notte di pura e autentica follia, questo è l’11 settembre francese. In totale i terroristi hanno colpito la città di Parigi con sette attentati programmati, i più importanti in un ristorante, al teatro e allo Stade de France dove si stava disputando la partita Francia-Germania con 50.000 spettatori andanti in panico all’udire delle esplosioni.

Le notizie che arrivano da Parigi sono ancora confuse, sommarie, non è semplice reagire con lucidità a un evento di queste dimensioni, la Francia è sotto choc, tutto il mondo lo è. Il Presidente Hollande ha dichiarato lo stato di emergenza decretando il piano alfa rosso, un livello di emergenza mai dichiarato prima in Francia.

Arrivata la rivendicazione dell'Isis

La rivendicazione dell’Isis è stata solo la conferma di ciò che già si sapeva, i seguaci di Allah hanno festeggiato l’attentato sui social come l’11 settembre francese e, adesso minacciano Roma, Londra e Washington. È ancora troppo presto per analizzare con freddezza l’accaduto, ma inutile dire che i commenti arrivati dai principali attori della politica si sprecano. L’Italia fa sapere che è stata innalzata la soglia di allerta nella Capitale, ma il fatto è che è quasi impossibile individuare e prevedere gli attacchi dei terroristi islamici che possono colpire  quando e come vogliono, sono così bene inseriti nella società che diventano invisibili.

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È una guerra

 Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, ha dichiarato che questa è una guerra e bisogna combattere, non ha senso innalzare i livelli massimi di sicurezza subito dopo gli attentati per poi abbassare la guardia successivamente. Il punto è che non basteranno le manifestazioni di solidarietà che adesso seguiranno l’attentato, ma occorre che qui si trovi una strada per affrontare il problema in maniera efficace e concreta.

Una cosa però in questo momento è certa, da stamattina l’Europa non sarà più la stessa.