Terrore a Parigi. La capitale francese è stata pesantemente attaccata da gruppi di terroristi che hanno seminato morte e panico in diverse zone della città. Il bilancio delle vittime, assolutamente provvisorio, è arrivato ad almeno 60 morti, ma al momento in cui scriviamo gli attacchi sono ancora in corso e le forze di sicurezza francesi non sono ancora riuscite ad intervenire direttamente in tutte le zone dove si sono verificate sparatorie ed esplosioni.

Non si sa nulla in quanto ad eventuali rivendicazioni, anche se testimoni avrebbero sentito uno degli attentatori urlare ‘Hallah è grande’, ma sicuramente, si tratta del più grave attacco terroristico in Europa.

Decine di morti e centinaia di ostaggi nel teatro Bataclan

Gli attacchi terroristici, almeno tre, sono scattati simultaneamente contro un ristorante dell’XI Arrondissement, la sala concerti Bataclan, nello stesso quartiere, e nella zona dello Stade de France dove c’erano 60mila persone ad assistere alla partita amichevole Francia-Germania.

Allo stadio era presente anche Il presidente della repubblica Françoise Holland che è stato immediatamente portato in sicurezza dalle forze speciali mentre, durante la partita, si sono udite le prime esplosioni provenienti dall’esterno, successivamente attribuita ad un attacco suicida.

La situazione più grave è sicuramente quella della sala Bataclan, dove era in corso un concerto, e dove almeno un centinaio di persone sarebbero ancora all’interno della sala, ostaggio dei terroristi.

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Testimoni riferiscono di una sparatoria durata almeno 10 minuti nel Bataclan. Non si sa se e quante vittime ci siano nel teatro Bataclan che la polizia ha circondato preparando un probabile blitz.

Hollande: ‘Stato d’emergenza’

Il presidente francese, Hollande, ha parlato ai francesi annunciando lo stato d’emergenza e l’adozione di misure eccezionali con il conferimento di poteri speciali alle forze di polizia.

‘Non sappiamo chi sono e da dove vengono’ ha continuato Hollande nel suo drammatico comunicato televisivo, annunciando anche la chiusura delle frontiere. Nel frattempo, mentre il capo dell’Eliseo non si preoccupava di nascondere ai suoi concittadini la condizione di impotenza e di terrore delle stesse autorità, per le vie di Parigi si continuavano a sentire colpi di kalashnikov.