La data è stata di quelle importanti: sabato 21 novembre, giorno del Quarto Convegno Internazionale di Ufologia Città di Roma organizzato dal CUN - Centro Ufologico Nazionale, già quattordicesimo appuntamento nazionale romano di ufologia dal titolo “Verso i 50 anni della nascita dell’ufologia in Italia, dai pre-UFO ad oggi”.  E’ l’anno del cinquantesimo anniversario del CUN. Roberto Pinotti, sociologo, saggista e suo past president è tra i fondatori del Centro, una vera e propria memoria storica di mezzo secolo di ricerche ed indagini sul campo.

Roberto Pinotti in esclusiva su Blastingnews

Dal punto di vista di chi lo ha fondato, cosa rappresentano oggi i cinquanta anni del CUN?

Roberto Pinotti: Tanto.

In mezzo secolo col CUN siamo passati dalla percezione di una notizia (quelle sui “dischi volanti“), alla consapevolezza di un fenomeno reale e tecnologico constatato dalla gente (quello degli UFO); e da una condizione di entusiasmo amatoriale ad un approccio rigorosamente tecnico-scientifico che vede oggi la ricerca privata e civile complementare a quella istituzionale e militare.

In tutto questo tempo è cambiato qualcosa nella coscienza delle persone e nella ricerca ufologica, in Italia e all’estero?

R. P.: Sì e no. Quando si parlava di “dischi volanti” l’ipotesi extraterrestre era dominante, e più che mai lo è oggi. All’epoca vigevano la censura ufficiale e la “congiura del silenzio”, mentre oggi abbiamo il “cover up” ed una “congiura della confusione” tesa a scompaginare le carte con la disinformazione e ad inquinare prove e dati.

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Ieri la verità era “là fuori”, e oggi tutto ci conferma che è così, un atteggiamento confermato più che mai dalla Chiesa. L’unica differenza è che adesso la gente, in Italia e all'estero, ne sa di più, è convinta che non siamo soli ed è ben più cosciente del problema e dei dati, mentre la ricerca si affina ulteriormente. Gli ufologi sono inoltre passati dai loro convegni locali ai congressi mondiali, da qualche articolo sui giornali allo schermo delle TV nazionali ed internazionali, e da un limitato peso specifico a livello sociale a dirette interazioni con Enti istituzionali a carattere politico, militare e religioso.

Lei ha scritto fino ad ora 37 testi sull’argomento, è direttore responsabile di “UFO Inernational Magazine” e “Archeo Misteri Magazine”, ha diretto opere enciclopediche e documentarie sul tema e coordina l’annuale Simposio Mondiale sugli UFO di San Marino, ma da più parti filtra l’ammissione che attualmente non ci sia poi più molto di nuovo da dire. Che ne pensa? Smetterà un giorno di realizzare articoli e libri su tutto ciò?

R.P.: Al contrario, devo ammettere che c’è ancora tantissimo da dire.

E da fare. Credo anzi che il bello verrà proprio adesso, da ora ai prossimi 20 anni, con crescenti interazioni internazionali a carattere istituzionale. E io intendo godermi lo spettacolo. E non da spettatore.

Cos’è l’ufologia per Roberto Pinotti?

R.P.:Ufologia” è un termine infelice e contraddittorio (letteralmente, lo studio di oggetti che non si sa cosa siano), che ormai dovremmo accantonare a vantaggio di un approccio teso a guardare al nostro possibile futuro rapporto con le intelligenze degli UFO. Si tratta di una realtà che, al di là della raccolta, analisi e studio comparativo dei dati, è e resta una “mission” da perseguire nell’interesse dell’umanità. Sono convinto che questa un giorno ci sarà grata. Perché abbiamo un vecchio mondo tutto da perdere. Ma anche uno nuovo da guadagnare.