Il pentagono sta per varare un piano che prevede la chiusura del carcere di Guantanamo a Cuba, nonostante l'opposizione del congresso degli Stati Uniti al trasferimento dei detenuti sul suolo americano. Una delle più importanti promesse di Barak Obama da quando fu eletto nel 2009, potrebbe finalmente avverarsi. In caso di continuo ostracismo da parte del congresso, il presidente potrebbe emettere un ordine esecutivo e così scavalcare il parlamento.

Quali alternative a Guantanamo

Una squadra di esperti è stata inviata per visitare i siti che potrebbero ospitare alcuni pericolosi terroristi incarcerati a Guantanamo. Tra le varie opzioni la favorita sembra essere il carcere federale dello stato del Colorado, che ospita già alcuni detenuti legati al fondamentalismo islamico.

Il piano è di trasferire in prigioni americane 59 dei 112 detenuti ancora reclusi a Cuba, mentre per i rimanenti 53 si aspetta l'autorizzazione del ministero della difesa per l'invio in altri paesi. Il problema più spinoso riguarda i prigionieri yemeniti che non possono essere mandati nel loro paese per colpa dell'attuale guerra civile. Secondo il pentagono alcuni detenuti non potranno mai essere rilasciati per motivi di sicurezza nazionale, nonostante non siano mai stati accusati e processati.

Un poco di storia

Il penitenziario di Guantanamo fu aperto all'indomani degli attentati dell'11 settembre 2001 negli Stati Uniti. Dal 2002 ad oggi ha ospitato 780 detenuti ed è ubicato in una base navale nel sud-est di Cuba, grazie ad accordi tra i due paesi su un trattato del 1903. Più volte al centro di polemiche e accuse da parte di movimenti per i diritti umani per supposti casi di torture, oltre che per il fatto di trattenere i prigionieri senza nessun processo, il carcere di Guantanamo costa allo stato americano trenta volte di più di una prigione federale presente sul suolo statunitense.

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Anche per questo motivo il presidente  Barak Obama ha tentato più volte di farlo chiudere, e spera di riuscirsi prima della fine del suo mandato nel 2017.