Il successo dell'Expo lascia qualche strascico di rabbia e delusione. In particolare, a quelle centinaia e centinaia di persone che in coda per ore, non hanno potuto usufruire del biglietto, costrette anche sotto la pioggia o sotto il sole cocente, per un qualsiasi disservizio, a rimanere fuori dai cancelli. Il Codacons, l'associazione dei consumatori, propone i ricorsi verso i gravi disagi che in molti hanno dovuto subire, chiedendo proprio alla magistratura di indagare su determinati casi. Si fa avanti anche l'ipotesi di truffa, per presunti illeciti nella vendita dei biglietti. Gli ultimi mesi sono stati molto affollati con file interminabili di persone provenienti da ogni parte del mondo, in molte rimaste con il solo miraggio di una visita.

I disservizi

L' Expo è stato un gran successo di pubblico, ormai è noto, con visite eccellenti di capi di Stato e di nomi importanti. A fronte di questo buon traguardo raggiunto, si aggiungono anche dei punti dolenti. Ad esempio, i biglietti venduti, pur sapendo dell'impossibilità materiale per i visitatori di accedere ai padiglioni. Oppure gli sconti praticati, nell'ultimo periodo, sul biglietto, beffando i tanti che già avevano acquistato il tagliando a prezzo intero. Il Codacons ha messo a disposizione sul proprio sito un modulo per effettuare il reclamo per chi fosse incappato in questi problemi.

Le denunce delle imprese

Ma non sono soltanto i visitatori a reclamare i disguidi e i disservizi arrecati. Anche alcune ditte, impegnate nella realizzazione della fiera, lamentano i pagamenti per i lavori completati sei mesi fa.

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Un contenzioso aperto tra la società che gestiva lo stand della Russia e nove ditte italiane che hanno lavorato alla costruzione. Queste ultime sono creditrici di 950 mila euro, ma la Rt-Expo srl non vuole pagare perché denuncia difetti nella realizzazione, pur essendoci stata una perizia del Tribunale di Milano che certificava i lavori eseguiti a regola d'arte. La società gestrice ha fatto ricorso, e i tempi si sono notevolmente allungati fino ad oggi. Adesso le ditte costruttrici italiane temono che i russi smontino il padiglione, non consentendo così l'accertamento dell'effettiva regolarità della messa in opera. La battaglia continua.