La Crisi economica in Grecia non risparmia nessuno, spesso le famiglie non possono pagare le spese di tumulazione dei propri cari defunti, il che è molto triste e frustrante. Oltretutto lo sviluppo urbano selvaggio delle città impedisce ai cimiteri di espandersi, per questo dopo soli tre anni i corpi devono essere riesumati e i resti posti in un ossario, ma non tutti possono pagare questi servizi. La situazione è così grave che molti cadaveri vengono lasciati in ospedale senza che nessuno li reclami per la paura dei costi da dover affrontare.

Una questione di priorità

La maggior parte delle famiglie in Grecia sono costrette a spendere solo per le cose strettamente necessarie, dovendo a malincuore economizzare sui costi relativi alla sepoltura dei familiari scomparsi.

Le tombe vengono affittate per tre anni, successivamente, se si vuole continuare a usufruire del servizio, bisogna pagare cifre esorbitanti. I costi proibitivi fungono da deterrente allo scopo di poter riutilizzare gli spazi nei cimiteri. Di solito dopo la riesumazione i resti vengono posti nell'ossario, però bisogna pagare un canone che non tutti possono permettersi. Se le famiglie non pagano, le ossa vengono gettate in una sorta di vasta fossa comune sotterranea, ma ormai anche queste si stanno riempiendo e non c'è spazio per crearne di nuove.

Un rimedio alla grave situazione

La maggior parte degli altri paesi europei da tempo hanno introdotto la possibilità di cremazione, soprattutto allo scopo di ridurre gli oneri per i cimiteri.In nazioni come Danimarca e Regno Unito gran parte della popolazione ha optato per la incinerazione piuttosto che per la sepoltura.

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Nel 2006 in Grecia fu approvata una legge per realizzare forni crematori nel paese, ma a causa della ferma opposizione della influente chiesa ortodossa, che considera un sacrilegio bruciare i cadaveri, non è stato possibile attuare il progetto. Alcuni riescono a portare le salme dei propri congiunti nella vicina Bulgaria, dove è possibile la cremazione.