Il testamento, negozio formale, è regolato rigorosamente dalla legge che ne disciplina a pena di nullità la validità. Esso costituisce un passo obbligato quando si oltrepassa una certa soglia di età ....Almeno per chi ha le idee chiare su ciò che vuole lasciare ad ogni erede, anche per non rischiare che i parenti, non riuscendosi a mettere d'accordo sull'eredità, finiscano in tribunale. Il testamento, in quanto atto unipersonale, deve rispettare una serie di requisiti in primis quello della forma scritta. Il testamento olografo deve esser inoltre redatto di proprio pugno, essendo datato e sottoscritto dal testatore. È necessario quindi che sia scritto interamente dalla mano del testatore e che la grafia corrisponda ai requisiti della normalità, dell’abitualità e dell’individualità.

Sono tuttavia ammesse modifiche, cancellature o aggiunte. Quanto alla data, che deve indicare giorno, mese ed anno, viene concessa anche la possibilità di un equipollente ad esempio "Pasqua 2008", purchè essa risulti comunque certa. Un'ampia casistica giurisprudenziale ammette oramai pacificamente che la mancanza o  l'incompletezza della data rendono il testamento annullabile. La Cassazione con una sentenza di pochi giorni fa, si è nuovamente pronunciata su tale problematica.

Descrizione del caso oggetto della pronuncia della Cassazione

Protagonisti della vicenda sono stati alcuni fratelli che hanno impugnato il testamento della sorella - morta suicida - poichè non li aveva menzionati nello stesso. I fratelli, per legge eredi legittimi, sentendosi lesi nei loro diritti, chiedono alla Corte di Cassazione di dichiararlo invalido, poichè nessuna indicazione della data in cui è stato scritto traspare dallo stesso.

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I congiuti infatti hanno lamentato che il fatto che la defunta avesse utilizzato nel testamento l’espressione ”oggi finisco di soffrire, vi saluto e la faccio finita” non significa che la redazione del testamento è avvenuta nel medesimo giorno del suicidio della testatrice. Da ciò ne discende l’annullabilità del testamento olografo proprio perché non è possibile stabilire con certezza la data mancando, nel testamento, ogni riferimento preciso. La Corte di Cassazione con la sentenza n. 23014 dell’11 novembre 2015 gli dà ragione sulla scorta di una serie di considerazioni concernenti appunto la questione della validità della data.

Indicazione del giorno, mese e anno ai fini della validità del testamento

Gli ermellini ritengono che l’indicazione della data, composta di giorno, mese ed anno costituisce un requisito essenziale di forma dell’atto, di conseguenza non rileva che la data sia anche veritiera. Viceversa la data del testamento non può ricavarsi certo da elementi incerti sia nel’ “se” che nel “quando”, e quindi estranei del tutto all’atto.

I giudici di legittimità sentenziano quindi che il testamento della defunta deve considerarsi affetto da annullabilità, poichè privo del requisito formale della data richiesto dalla legge, proprio perché la testatrice aveva fatto riferimento ad un evento futuro ed incerto come quello del suicidio. A detta della Cassazione tale data non può individuata e fatta coincidere con quella della morte della testatrice, perché la stessa avrebbe potuto rimandare la drammatica decisione di togliersi la vita al giorno seguente o alla settima successiva. Dallo stesso non si evince quindi la data in cui è stato redatto, ergo non può non ritenersi valido. Per info di diritto premi il tasto segui accanto al mio nome.