A distanza di poco più di sei mesi dall'omicidio di Marco Vannini, nella giornata di venerdì 20 novembre, è stato notificato l'avviso di conclusione delle indagini in merito al caso di cronaca che vede indagate cinque persone. Il giovane bagnino ventenne di Cerveteri fu ucciso lo scorso 17 maggio nell'abitazione della fidanzata Martina, a Ladispoli. Dell'omicidio si accusò l'exsuocero Antonio Ciontoli, ma secondo quanto emerso dalla Procura di Civitavecchia, tutta la famiglia, compresa Viola Giorgini, fidanzata di Federico Ciontoli, era presente nella medesima abitazione quando Marco Vannini fu colpito mortalmente da un proiettile partito 'accidentalmente' dalla pistola del capofamiglia.

Ora, tutti rischiano di andare a processo.

Marco Vannini, ultime news: tutti gli indagati confermati, ecco le accuse

Con la chiusura delle indagini per l’omicidio di Marco Vannini, l'intera famiglia Ciontoli rischia ora il processo. Secondo le news sul caso di cronaca che da sei mesi tiene l'Italia con il fiato sospeso, tutti dovranno rispondere delle accuse di omicidio volontario con dolo eventuale. Unica eccezione è Viola, fidanzata di Federico Ciontoli, la quale è indagata per omissione di soccorso. Proprio relativamente alla fidanzata dell'ex cognato di Marco Vannini, di recente il padre aveva preso pubblicamente le difese della ragazza asserendo che la donna non è stata testimone oculare dell'omicidio del giovane. Teoria, questa, che viene smentita dalla Procura di Civitavecchia secondo la quale tutti e cinque gli indagati - compresa dunque anche Viola - erano presenti nel luogo del delitto quando il colpo della Beretta calibro 9 di Antonio Ciontoli raggiunse Marco Vannini colpendo il suo cuore e ferendolo mortalmente.

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Le intercettazioni che da oggi sono messe a disposizione delle parti e relative agli attimi successivi all'omicidio di Marco Vannini, testimoniano come tutti i presenti fossero a conoscenza di quanto accaduto nella villetta di Ladispoli la sera del 17 maggio scorso.

Sin dal principio il capofamiglia e militare della Marina aveva asserito di essere stato l'unico responsabile di quello che definì inizialmente un 'errore'. Successivamente alle perizie effettuate sull'arma del delitto, Ciontoli cambiò versione asserendo di aver sparato 'per scherzo'. Lo stesso militare ora dovrà rispondere anche del reato di omessa custodia delle armi. Secondo gli inquirenti, infine, Marco Vannini avrebbe potuto salvarsi: dal momento in cui fu sparato il colpo mortale alla chiamata dei soccorsi passarono diverse ore. Come mai nessuno dei presenti decise di agire tempestivamente? Con la chiusura delle indagini, non tarderà a giungere la richiesta di rinvio a giudizio. La verità su Marco Vannini potrebbe venire finalmente alla luce. Per gli aggiornamenti o le news sui principali casi di cronaca, vi consigliamo di cliccare su ‘Segui’ sopra il titolo dell’articolo.