Gli volta le spalle nella lotta contro l'Isis? Questo non è proprio possibile dirlo. A seguito delle decisioni prese con Hollande per la lotta contro il terrorismo, l'Italia resta coerente con quanto dichiarato anche dalla Pinotti in materia di intervento in Siria, la quale aveva ricordato la presenza di seicento unità che sarebbe state aumentate a 700, ma nessun raid aerei. Tesi confermata dal premier Renzi che fin dal giorno dopo i fatti di Parigi aveva dichiarato che senza strategie non era possibile ottenere nessuna soluzione e che i soli attacchi a Raqqa non sarebbero bastati a estirpare gli attentati. Ora le intenzioni dell'Italia e del Governo diventano più definite: non si effettueranno raid aerei in Siria, 'in nessun tavolo' in accordo con le posizioni militari italiane condivise anche dal governo precedente.

In base alle ultime dichiarazioni del Governo, l'Italia ha altri impegni, primo fra tutti la sicurezza delle città - a pochi giorni l'apertura dell porta santa del Santo Padre - e per ottenere dei buoni risultati sono necessari uomini, truppe di terra, addestrate.

Renzi: nessun intervento in Siria con Putin 

A seguito della decisione di Renzi di non sostenere i raid aerei di Putin, il web si spezza: volta spalle dell'Italia perché si vuole lavare le mani dalla lotta contro il terrorismo o il premier sta facendo la scelta giusta in considerazione che la Russia non ha offerto un piano e/o una strategia militare da seguire ( e che bombarda a caso la città di Raqqua)? Il premier ha giustificato la sua scelta di astenesi dal sostegno militare ma di accordare un solo aiuto diplomatico, come anche dichiarato dalla Pinotti, la quale ha messo in evidenza come non ci sia 'chiarezza di un percorso politico' che possa in qualche modo indicare alle forze militari italiane una definizione degli obiettivi.

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Secondo il Governo Italiano, non è possibile prendere degli impegni nelle operazioni militari senza questo importante dato. Secondo il premier, le bombe non risolvono il problema, ma 'occorre avere una strategia che non sia soltanto una reazione' aggiungendo che sia necessario prendere coscienza che il terrorismo è un blocco uniforme, senza soluzione di continuità, ma frammentato e variegato che parte dall’Afghanistan fino ad arrivare all'Africa Occidentale, unito da un solo filo rosso che è quello del fanatismo religioso, motivo per cui le reazioni di bombardamento delle città e di casuale distruzione non risolvono la situazione. 

Renzi pacifista, bombe sì o no?

Per molti Renzi 'sta facendo il pacifista', Per molti suonano solo come delle scuse per far uscire l'Italia da una situazione scomoda e in particolare dalle tensioni che stanno investendo in questi giorni tra Putin e Ankara, e dove la Russia ha anche ricevuto l'invito 'a non giocare con il fuoco', in relazione anche alle accuse ai turchi di acquistare il petrolio dall'Isis.

La Pinotti ha comunque ricordato il numero dei soldati presenti in Iraq che arriveranno a 750 con l'applicazione del nuovo decreto missioni, e in In Kuwait in numero di 270 militari, oltre ai 4 tornado impiegati in attività di ricognizione, In conclusione, a conferma della definizione della scelta del Governo di non avviare nessun intervento in Siria, dal Ministero della Difesa arriva anche la battuta finale, l'Italia, al momento, è impegnata, nell'organizzazione della sicurezza del suo territorio, con il dispiegamento di 6.000 militari di cui solo 2.200 sono presenti già a Roma, in preparazione del Giubileo straordinario di Papa Francesco; inoltre anche 'l'operazione Mare sicuro' ha bisogno di dispiego di forze, non certo da utilizzare per i raid in Siria. E voi da che parte state? Pensate che Renzi abbia fatto bene o che sia necessario che l'Italia intervenga? Fatelo sapere commentando il vostro parere al di sotto della new, cliccando su 'segui' per restare sempre aggiornato o votare la news cliccando sulle 5 stelle in alto a sinistra.