In questo periodo di tensione internazionale ogni dichiarazione ufficiale fa notizia. Dopo gli attacchi simultanei perpetrati nella “strage di Parigi” nei pressi del Bataclan e dello Stade de France, il clima mondiale, per quel che riguarda la sicurezza, è cambiato significativamente. Tuttavia c’è ancora molta confusione riguardo al fatto se in effetti è scoppiata o meno una guerra fra l’Occidente e i miliziani dello Stato Islamico. A fare chiarezza, almeno per quanto riguarda la posizione degli Stati Uniti d’America, è il Pentagono, che in queste ultime ore ha chiarito la questione con alcune dichiarazioni ufficiali.

Ash Carter: la realtà è che siamo in guerra

Ad intervenire sulla vicenda è addirittura Ash Carter in persona, il capo del Pentagono il quale ha detto in maniera molto esplicita: “La realtà è che siamo in guerra.

Ho personalmente contattato almeno una quarantina di Paesi per chiedere un maggiore contributo nella lotta allo Stato Islamico”.

Carter non sembra avere dubbi quindi su come bisogna proseguire in futuro e dalle sue dichiarazioni si evince qualche possibile strategia che gli Stati Uniti intendono adottare. Si potrebbe, ad esempio, pensare di inviare una flotta di elicotteri Apache in Iraq. Un'altra strategia potrebbe riguardare l'invio di uomini capaci che abbiano già maturato esperienza nella lotta al terrorismo, ancor meglio se hanno già avuto esperienze in quelle zone. 

Una situazione delicata

Molto probabilmente fino a questo momento si è tentato di evitare di utilizzare il termine guerra per evitare qualsiasi ulteriore peggioramento della situazione e soprattutto evitare qualunque tipo di allarmismo.

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Tuttavia, ora che la situazione internazionale è stata delineata e inquadrata nel modo giusto, non è possibile ignorare che i presupposti per una guerra ci sono tutti. 

Effettivamente è troppo presto per pronunciarci sulle modalità in cui questa guerra all'Isis si svolgerà ma una cosa è certa: questa guerra è già iniziata e proseguirà. Una nuova pagina oscura di storia si sta aprendo nel capitolo del nostro tempo? Può darsi proprio di sì.