La Gran Bretagna risponde al richiamo di Hollande e dà il via libera ai raid in Siria. La Camera dei Comuni ha espresso voto favorevole alla missione anti-isis promossa dal primo ministro David Cameron e, subito dopo, due Tornado britannici si sono levati in volo da Cipro alla volta della Siria.

Alcune testate giornalistiche suppongono che sia già in atto il primo bombardamento della Gran Bretagna contro le forze jihadiste, ma a tal proposito non arrivano ancora conferme ufficiali. David Cameron ha ottenuto il si della Camera dopo un acceso dibattito con gli oppositori secondo i quali i raid aerei esporranno maggiormente l’Inghilterra al rischio di nuovi attentati terroristici, ma alla fine il premier ha ottenuto la maggioranza con 397 voti favorevoli e 223 voti contrari.

Cameron accusa i laburisti di essere simpatizzanti dei terroristi 

Cameron ha cercato di convincere i componenti della Camera dei Comuni sostenendo che l’attacco ai jihaidisti è doveroso per difendere il Regno Unito dai terroristi ‘che – ha affermato- ci attaccano per quello che siamo, non per quello che facciamo'. Le resistenze degli oppositori, Corbyn in testa, fanno leva sulle esperienze passate che – dicono- non hanno portato a nulla se non all’uccisione di innocenti e l’incremento di richieste d’asilo da parte dei rifugiati. Molti esponenti della maggioranza hanno votato in maniera favorevole ai raid anti-isis, ma hanno rammentato che non bisogna incorrere negli errori delle altre missioni in Afghanistan, in Libia e in Iraq dove lo spreco di risorse e denaro è stato immenso, ma di risultati se ne sono visti ben pochi.

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Gli animi nella Camera dei Comuni sono diventati roventi quando Cameron ha accusato i laburisti di essere ‘simpatizzanti dei terroristi’ e di essere stati in passato paladini del dialogo con la guerriglia nordirlandese; Si è trattato di un epiteto, quello del premier britannico, che ha scatenato molte polemiche e l’indignazione è stata espressa da più fronti e, nonostante sia stato chiamato a scusarsi, Cameron non ha fatto passi indietro sulle frasi dette. Il punto è che il Regno Unito entra ufficialmente in guerra a fianco della Francia, una scelta che metterà a dura prova il leader dei conservatori che vola in Siria con il consenso della minoranza dei cittadini britannici divisi sull’opportunità di partecipare o meno alla missione in Siria.