Attenzione ai test su Facebook. A lanciare l'appello è l'agente Lisa della Polizia di Stato tramite "Una Vita da Social", campagna itinerante di educazione alla legalità. Su Facebook vengono proposti di sovente alcuni test per scoprire improbabili lati nascosti della personalità, oppure a quale star si somiglia, e via dicendo. Un vero e proprio invito a sfidare la sorte, e queste applicazioni hanno il potere di attirare diversi utenti. Sono molteplici, infatti, le persone che condividono i risultati ottenuti con i loro amici, attraverso le pagine del famoso social network.

L'avviso della Polizia: così facendo, consegniamo i nostri dati sensibili

Attenti a ciò che si nasconde dietro questi test.

Secondo quanto riferisce l'agente LISA, questi simpatici giochi-test non sono affatto innocui come sembrano. Sembra proprio che queste divertenti applicazioni contengano, al loro interno, una serie di insidie. "Chi partecipa a a questi giochi-test deve venire a conoscenza – avvisa la polizia – del fatto che dietro a questo volto giocoso si nasconde ben altro".

La Polizia invita alla prudenza, soprattutto nel rilasciare a terzi informazioni personali. Infatti, tutti i dati rilasciati (tra i quali ci sono quelli sensibili) per eseguire questi test, verranno utilizzati per inviare pubblicità ben mirate, non soltanto tramite i social, ma anche via mail. È necessario partecipare a una sola di queste applicazioni per dare l'assenso all'acquisizione di informazioni personali, che spesso forniamo in modo del tutto ingenuo e casuale.

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Un accurato esame dei dati rilasciati è stato effettuato dalla società inglese Comparitech. L'analisi dettagliata è stata effettuata sulla quantità di dati forniti ai giochi-test presenti su Facebook. Il risultato è davvero sorprendente: una lista lunghissima di informazioni personali, fra le quali ci sono nome, data di nascita, città natale, e titolo di studio conseguito. Ancora più preoccupanti sono le immagini, la lista di amici, il tipo di browser e l'indirizzo IP che gli utenti condividono senza pensarci sopra.

Bisogna vigilare sulle condizioni della politica sulla Privacy. Infatti, anche quando si prende la decisione di non utilizzare più le applicazioni, queste potranno continuare a utilizzare tutti i dati rilasciati, con la possibilità di diffonderli in qualsiasi server del mondo. Tutto ciò fa riflettere seriamente: vale la pena diffondere dati sensibili per un semplice gioco?