Un blitz alle prime luci dell'alba e un ragazzo marocchino di venticinque anni, Hamil Medi residente nel paese di Luzzi, provincia di Cosenza, è stato posto sotto arresto dal nucleo della Polizia di Stato. E' questo il risultato che delle indagini che portato al fermo preventivo di un presunto foreign fighters. Un'operazione condotta sottotraccia dagli organi delle forze dell'ordine e nata da accertamenti svolti sui movimenti effettuati dal giovane nei mesi precedenti. Un fermo che arriva dopo gli arresti avvenuti in Turchia, tra i quali vi erano tre uomini di origine russa.

L'arresto di Hamil Medi

L'accusa mossa al giovane marocchino dagli inquirenti è quella di auto addestramento per scopi terroristici di livello internazionale, un reato introdotto di recente dal Governo italiano e voluto appositamente per dare i mezzi necessari agli investigatori per potere svolgere operazioni preventive sul suolo del paese, riducendo il fenomeno della propaganda utilizzata al fine di comporre nuovi nuclei terroristici.

Il giovane Hamdi era giunto in Italia nel 2006 ma i suoi spostamenti avevano destato non pochi sospetti tanto da essere costantemente monitorati: dopo un viaggio in Turchia, il giovane arrestato era stato fermato dalle forze dell'ordine locali e successivamente respinto per motivi di sicurezza in Italia, paese dal quale aveva iniziato il suo viaggio. Successivamente gli era stato notificato un atto di custodia cautelare da parte del giudice per le indagini preliminari di Catanzaro Giuseppe Perri. In presenza del nucleo di Polizia di Stato, il giovane Hamdi si è giustificato riferendo che tali viaggi erano stati intrapresi al puro scopo di preghiera in luoghi di culto del suo paese, cosi come viene in genere fatto dai componenti della sua etnia.

Un arresto la cui notizia è stata annunciata dal Ministro degli Interni del Governo Italiano, Angelino Alfano che si è complimentato in mattinata con gli organi preposti per la celerità e la minuziosità dell'intervento atto a tutelare la libertà dei popoli ed a far rispettare le leggi alle quali anche l'Italia aderisce a livello internazionale attraverso l'Unione Europea.

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