Nell'ultima puntata del noto programma Mediaset Quarto Grado,  i conduttori Alessandra Viero e Gianluigi Nuzzi si sono occupati del caso di Lidia Macchi (20 anni al momento della morte), la ragazza originaria di Varese uccisa nel 1987. Le indagini sono state riaperte e, nonostante siano passati quasi 30 anni dal delitto, sembra che gli inquirenti abbiano fatto davvero passi da gigante. E' stato infatti arrestato il presunto assassino della giovane, tale Stefano Binda (48 anni) disoccupato, laureato in Lettere e tossicodipendente. E' stato giudicato socialmente pericoloso. Sarebbe stato lui ad aver mandato ai genitori di Lidia una missiva delirante dopo i funerali della ragazza. 

La personalità di Stefano Binda

Stefano Binda, secondo l'accusa, avrebbe prima violentato e poi ucciso la sua amica Lidia Macchi. Egli al momento si dichiara innocente, difendendo a spada tratta la sua persona.

Nonostante tutto, si è avvalso della facoltà di non rispondere a molte delle domande da parte degli inquirenti, come mai? Se l'uomo manterrà tale atteggiamento, purtroppo dovrà essere disposta la riesumazione del corpo della Macchi, per ulteriori ed opportune indagini. Tornando al presunto killer, egli viene descritto in gioventù come un ragazzo tenebroso sempre in prima fila ai festival musicali del piccolo paese in cui viveva. Stefano Binda fu compagno di Lidia Macchi per due anni al liceo classico E. Cairoli di Varese. Insieme condivisero anche l'esperienza di boyscout. Un altro punto in comune tra Stefano e Lidia era la simpatia per il gruppo di Comunione e Liberazione. Secondo la procura non ci sono dubbi: l'uomo è anche l'assassino della ragazza. Tuttavia a Brebbia, paese originario di Binda (a 20 chilometri da Varese) c'è incredulità ed imbarazzo tra i famigliari del 48enne.

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Chi lo conosce, ha dichiarato agli inviati di Quarto Grado che il Binda sarebbe un tipo da "birra e sigarette al bar". Appassionato di musica, come già detto, l'umo partecipava spesso e volentieri a festival musicali del suo paese come Magre Sponde. Diversi amici lo difendono, dichiarando che non è affatto un assassino, inoltre si viene a sapere che è una persona impegnata nel volontariato ed in parrocchia. Sempre dal programma Mediaset, apprendiamo poi che Binda è un uomo profondamente religioso e non ha mai perso una messa il sabato pomeriggio. Siamo dunque di fronte ad un killer freddo e spietato, od ad una povera vittima di un grande equivoco? Le indagini proseguono. Se volete restare aggiornati su questo od altri casi di Cronaca Nera, cliccate il pulsante Segui.