Quattro giorni al pronto soccorso in attesa che si liberasse un posto per il ricovero. Una attesa fatale per una donna di 61 anni che 4 giorni fa è arrivata presso il pronto soccorso dell’Ospedale “Veneziale" di Isernia”, in Molise, dopo essere stata colpita da disturbi di natura gastrointestinale. La donna necessitava di un ricovero nel reparto di medicina che però risultava essere saturo e, quindi, il ricovero non è stato possibile. Per non perdere la priorità e rimanere in un luogo dove potessero tenerla sotto osservazione, la donna, originaria di Agnone, è rimasta al pronto soccorso per una attesa lunga ben quattro giorni. Al quarto giorno la 61enne ha accusato delle complicazioni che l’hanno portata addirittura alla morte.

La direzione sanitaria dell’Ospedale ha disposto l’autopsia sul corpo della donna, esame che molto probabilmente verrà effettuato nella giornata di domani, per l’esito ci vorranno 60 giorni, due mesi che potranno stabilire le reali cause che hanno portato al decesso e capire se una fine così tragica poteva essere evitata. Ancora non sono state date informazioni in merito a indagini da parte della magistratura sul caso, ma stando alla ricostruzione dei fatti, sarà d’obbligo una verifica della vicenda per chiarire se vi siano state responsabilità da parte dei medici. Di certo saranno fatte delle verifiche interne e saranno disposte delle ispezioni da parte della direzione sanitaria, molto probabilmente la palla passerà al ministero per la salute che, come ormai succede da protocollo, quando si verificano presunti casi di malasanità, invia una task foce per indagare sull’accaduto.

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Quattro giorni per un ricovero sono davvero tanti e ciò non può essere giustificato con il discorso dei tagli alla sanità.

Un momento drammatico per la sanità italiana

Quello che è certo è che la sanità italiana sta vivendo un periodo davvero drammatico, con numerosissimi casi di presunta malasanità registrati nel giro di pochi giorni in tutta la Penisola. Dal caso di Gianluca Forestiere, il quarantenne morto a Pozzuoli per una Tac rotta, al bambini di Parma e Ragusa, il primo nato privo degli arti inferiori senza che i medici se ne accorgessero, il secondo morto dopo diversi ricoveri molto probabilmente trattati con superficialità dal personale sanitario dell’Ospedale Paternò Arezzo di Ragusa.

Solo stamattina abbiamo raccontato la storia di Gabriella Cipolletta, la ragazza di vent’anni morta al Cardarelli di Napoli dopo un banalissimo intervento per aborto volontario. La ragazza sarebbe morta per una emorragia, sul caso stanno indagando gli inquirenti unitamente agli ispettori inviati dal ministro per la salute Lorenzin. Anche il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha chiesto un rapporto dettagliato da parte della direzione sanitaria dell’Ospedale.