Semplice raffinazione delle usuali tecniche da disturbatore televisivo o vero e proprio atto intimidatorio? Certo è che sia facile ai giorni correnti pensare a manovre terroristiche, specie quando, nel bel mezzo di un collegamento live del telegiornale della sera, una mano armata fa capolino nell'inquadratura. Ammirabile la fredda professionalità dell'inviata, che, seppur dopo un primo momento di irritazione, prosegue inamovibile il suo racconto.

Il caso

La corrispondente serba Tamara Bojic è nella piazza del mercato di Novi Sad, quando sta comunicando le previsioni meteorologiche nel corso del TG locale dell'emittente pubblica Radio Televizija Vojvodine.

Mentre la diretta non è ancora conclusa, un uomo non meglio identificato passa davanti alla troupe e agita una pistola ‒ forse solo un giocattolo ‒ davanti alla telecamera. Come è ovvio, il tutto è ripreso e trasmesso dal vivo, tra l'innegabile sdegno manifesto della stessa inviata e la reticente (o quasi) indifferenza della telegiornalista in studio alla termine di quello che è quasi parso un reportage di guerra. Su YouTube il filmato è subito virale.

Le indagini

La Televisione, contestualmente, ha sporto denuncia presso il Ministero degli Interni accusando la recidività degli attacchi. Non si tratta infatti che dell'ultima di una serie di reali minacce, alcune delle quali persino al centro del dibattito politico della Nazione. La "sicurezza" morale ed effettiva dei cronisti è da tempo precaria, tanto per la questione delle offese sessiste incassate da una reporter di Belgrado, quanto per la cosiddetta divisione della categoria tra "patrioti" e "mercenari".

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Come non citare, poi, i ben trentaquattro assassinii perpetrati nel 2015 solo nei confronti dei giornalisti? Non sarà forse che, citando Vukašin Obradović (direttore di NUNS), "Stiamo perdendo via via la qualità e la capacità di informare in modo critico" e, difatti, temiamo chi lo fa, preferendo "spettacolarizzazione e reality”? Le autorità serbe hanno intanto reso noto che "La caccia all'uomo è aperta", poiché "Questi comportamenti non possono più essere tollerati". E noi ce lo auguriamo.