L'agenzia per la sicurezza nazionale americana monitorava non solo le telefonate tra l'allora premier Silvio Berlusconi ed i suoi collaboratori ma anche conversazioni con leader internazionali. Ora si chiede una Commissione parlamentare d'inchiesta.

Ottobre di cinque anni fa, conferenza stampa dopo un vertice tra Angela Merkel e Nicolas Sarkozy, un giornalista fece una domanda su Berlusconi e tra i due leader politici ci fu subito imbarazzo e scambio di sorrisi; questo è quello che ricordiamo di quel mese di passione guidato dal capo politico di Forza Italia, con mercati finanziari agitati e l'incubo dello spread sul debito pubblico italiano.

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Ora sappiamo che gli americani seguivano da vicino quei giorni, troppo da vicino, intercettando le comunicazioni del Presidente del Consiglio italiano e dei suoi collaboratori.

Lo rivela uno dei maggiori quotidiani dalle ricerche condotte dalle migliaia di file resi pubblici da Wikileaks (organizzazione internazionale senza scopo di lucro che riceve in modo anonimo documenti coperti da segreto e poi li carica sul proprio sito web).

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Intercettati i documenti dell' NSA, la famigerata agenzia per la sicurezza nazionale statunitense e tra gli episodi osservati in particolare sbucano le comunicazioni dell'allora consigliere diplomatico di Berlusconi, Valentino Valentini, ma il Governo italiano era tenuto sotto controllo già da tempo. Un episodio è quello del 13 marzo 2010 quando Berlusconi incontrò Netanyahu dove il premier israeliano era preoccupato per il deteriorarsi del rapporto con gli Stati Uniti, Berlusconi lo assicurò e promise di aiutarlo a ricucire lo strappo con la Casa Bianca. Anche questo incontro, come altri, avveniva sotto gli occhi e le orecchie del grande fratello americano.

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Silvio Berlusconi

Il 'complotto' e le parole di Schulz

Dopo qualche tempo Berlusconi si dovette dimettere ed il Governo cadde, e da allora la parola più usata è stata 'complotto'; per questo per Forza Italia i file pubblicati non sono che una conferma e per questo dal partito si chiede di far partire un'indagine dalla Commissione parlamentare d'inchiesta per capire cosa ci fu veramente dietro la caduta del governo .

Ed oggi una presa di posizione dall'Europa viene da Martin Schulz (l'attuale Presidente del Parlamento europeo) che non risparmiò mai critiche a Silvio Berlusconi: "le intercettazioni sono un fatto grave ed è assurdo che paesi alleati si intercettino a vicenda".

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