Ci sono importanti novità che riguardano la morte del giovane Giulio Regeni trovato morto in Egitto con evidenti segni di percosse e torture. L’Ansa riferisce che per l’assassinio dello studente e inviato de Il Manifesto, sarebbero già state arrestate 2 persone, ma la loro identità è ancora top secret. Intanto orde di investigatori italiani sono partiti alla volta del Cairo per trovare ogni elemento utile a fare emergere la verità su questo episodio che rimane avvolto nel mistero. Sul corpo del povero Giulio sarebbero trovati segni evidenti di tortura, di sigarette spente e di una morte lenta.

Chi e perché voleva morto Giulio Regeni? Stava indagando su qualcosa che dava fastidio? Domani la salma del ragazzo friuliano arriverà intorno alle ore 13 presso lo scalo Fiumicino a Roma da dove, poi, sarà trasportato a “La sapienza” per l’autopsia. La Procura di Roma, che sta indagando sull’accaduto, ha già ricevuto un esame medico preliminare da parte delle istituzioni egiziane, nel rapporto si legge di un orecchio tagliato, una frattura al cranio e una emorragia interna che ha provocato una morte lenta e dolorosa. La morte di Giulio Regeni ha sin da subito destato dei sospetti anche sui comportamenti di chi stava indagando, le prime voci, infatti, parlavano di un incidente stradale, ma adesso la versione che arriva dalle stesse fonti è completamente diversa.

Il Governo italiano chiede collaborazione alle autorità egiziane nelle indagini

Del caso si sta occupando direttamente il capo del Governo Italiano Matteo Renzi che ha personalmente chiamato al-Sisi per chiedere una collaborazione concreta e fattiva nelle indagini. In tal senso è intervento anche il ministro dell’interno Alfano che ha dichiarato la sua ferma convinzione che le autorità egiziane non si sottrarranno alla richiesta d’aiuto da parte dell’esecutivo italiano. La morte di Giulio Regeni ha scosso tutti gli italiani che adesso, soprattutto dai social, chiedono giustizia per il giovane strappato alla vita a soli 27 anni.