Ci sono storie che toccano il cuore e diventano esempi di speranza. È questa la storia del piccolo Matteo e della sua maestra, Margherita Aurora, che hanno inventato una nuova parola presso una Scuola del ferrarese. Si tratta in realtà di un aggettivo, 'petaloso', che è stato usato da Matteo durante un compito in classe per indicare un fiore ricco di petali. La maestra ha trovato l'aggettivo valido e ha deciso di sottoporlo all'insindacabile giudizio dell'Accademia della Crusca.

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L'istituzione italiana ha ritenuto che il lemma possa essere usato, perché formato nello stesso modo in cui sono formate altre parole italiane, come 'coraggioso' o 'peloso'. Tuttavia, sottolinea la Crusca, per farlo entrare in un vocabolario occorre che questa parola sia conosciuta e usata da tutti o almeno da molti. 

Petaloso su Facebook e su Twitter

L'emozionante storia di uno studente e della sua maestra è ora virale. Su Facebook sono state create già alcune pagine che hanno lo scopo di far entrare il termine 'petaloso' nel vocabolario italiano.

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Su Twitter, invece, sono intervenute istituzioni, aziende, cantanti e addirittura personaggi politici. Matteo Renzi, infatti, ha scritto: 'Grazie al piccolo Matteo, grazie all'Accademia della Crusca: una storia bella, una parola nuova #petaloso'. 

Tra i cantanti segnaliamo i Negramaro col tweet: 'Ho un cuore #petaloso'. Anche la Disney, sempre vicina alle speranze e ai sogni dei bambini, non poteva mancare all'appello e ha cinguettato così di prima mattina: '#Petaloso mercoledì a tutti voi'.

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La Treccani ha rivisitato la famosa poesia di Leopardi 'A Silvia', sostituendo 'odoroso', presente nella seconda strofa, con 'petaloso'. Inoltre, tra i vari tweet, vogliamo segnalarvi anche quello di Antonio Rendina, perché fa capire come questa storia sia stata interpretata dagli italiani: 'Se un bambino di terza elementare può cambiare un vocabolario, allora tutto il mondo può cambiare'. Non tutti però sono d'accordo nell'accogliere positivamente questa vicenda: ecco, infatti, cosa sta succedendo. 

Non tutti d'accordo con petaloso e la sua storia

La dolce storia raccontata da Margherita Aurora però ha già incontrato le prime critiche.

A parlarne è un articolo di Deborah Dirani. La giornalista ritiene che l'errore non può essere assunto a 'mirabile esempio di eccellenza' e, soprattutto, non si può 'infilare un bambino nelle vesti di un fine umanista', quando poi sta ancora 'battagliando coi congiuntivi'. Per la Dirani occorre imporre dei limiti, perché gli stessi sono educativi e indicano il percorso giusto da seguire. Anche altri professionisti e non si sono mossi sulla stessa linea della Dirani, come una docente che su Facebook ha scritto: 'Se dovessi inviare tutti i neologismi che leggo a scuola...

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si parlerebbe ostrogoto'. E ancora un altro docente che ha scritto che ci vuole un po' di buon senso. Non è mancata poi l'ironia, come nel caso dei the Jackal che si sono chiesti dove fosse lo Stato, quando Antonio Banderas scriveva all'Accademia della Crusca, riferendosi quindi alla nota pubblicità della Mulino Bianco in cui utilizza il termine 'inzupposo'. 

Ora non sappiamo se 'petaloso' diventerà una parola d'uso comune, ma quel che è certo è che a volte staccarci dalla realtà e sognare, anche solo per qualche istante, è bello.

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