Riccardo Muti, il grande direttore d’orchestra italiano, è stato operato a Ravenna per la frattura di un’anca. Riccardo Muti, classe 1941, sarebbe caduto rovinosamente dalle scale di casa sua subendo una importante frattura alla gamba. Il maestro è stato ricoverato presso l’Ospedale di Ravenna dove ha subito un intervento chirurgico. Secondo quanto riportato dalle agenzie, pare che l’intervento sia andato molto bene e il maestro sia già tornato a casa dove lo aspetta un periodo di riabilitazione e riposo. Muti, al rientro da una importante tournee in Cina ha dovuto sospendere tutti gli impegni dei prossimi giorni, ma dalle notizie che trapelano nell’ambiente sembra che il maestro stia bene e si stia preparando ad affrontare nel migliore dei modi il periodo di convalescenza.

All’età di 74 anno Riccardo Muti è riconosciuto come uno dei direttori d’orchestra più importanti al mondo con un curriculum davvero prestigioso. Dal 1985 al 2005  il direttore campano ha ricoperto il ruolo di  Direttore musicale del Teatro alla Scala di Milano, oggi invece ricopre lo stesso ruolo per la Chicago Symphony Orchestra con la quale si è impegnato fino al 2020.

Una carriera impeccabile con qualche colpo di scena

Nonostante sia sempre stato molto fedele ai canoni comportamentali imposti dal regime della musica classica, Muti nel corso della sua lunghissima carriera, non è mancato di finire sulla ribalta mediatica per alcuni comportamenti atipici per il genere. Molto sofferto e travagliato fu il divorzio con il Teatro alla Scala di Milano con il quale ente si era creato un sodalizio che per molti non si sarebbe mai più sciolto, ma nei fatti non fù così.

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Muti entrò in controversia con il Sovrintendente Fontana, dopo una serie di tentativi dei vertici di rimediare e trovare una soluzione, la situazione degenerò, anche l’orchestra si mise contro il maestro che ricevette una mozione di sfiducia, provvedimento che, nei fatti, lo mise fuori dai giochi.

Un altro episodio fuori dai ranghi che ha avuto per protagonista Riccardo Muti, si è registrato nel 2011 quando, durante un concerto al Teatro dell’opera di Roma, il maestro, rompendo con la tradizione della lirica, ha tenuto un discorso contro i tagli alla cultura e successivamente ha invitato il pubblico ad unirsi al coro nel canto del Va’, Pensiero, un evento mai registrato prima. Questo fù un gesto che fece molto clamore perché avvenne in occasione dei festeggiamenti del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia.