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L’arresto di Matteo Messina Denaro costituisce una priorità assoluta”. Il numero uno nella lista della Direzione Nazionale Antimafia rimane ovviamente la “primula rossa” di Castelvetrano. Latitante dal 1993, la sua influenza si estende ben al di là del territorio siciliano. La Direzione Nazionale Antimafia ha fatto il punto delle indagini nell’ambito della recente relazione annuale. Secondo la DNA l’arresto del boss, in una fase di profonda difficoltà dell’organizzazione mafiosa, potrebbe essere un colpo durissimo.

Soprattutto perché dopo l’arresto dei capi delle famiglie palermitane, i latitanti storici del capoluogo siciliano, Cosa Nostra ha subito una serie di sconfitte che ne hanno intaccato il “prestigio criminale”.

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Anche senza Bernardo Provenzano ed i Lo Piccolo, Palermo resta sempre il fulcro di Cosa Nostra, “il luogo dove la mafia prende le decisioni e si organizza dal punto di vista operativo”. Nella relazione annuale della Direzione Nazionale Antimafia si evince che la base su cui poggia l’organizzazione è ancora il “rispetto delle regole”, soprattutto da parte dei nuovi affiliati ai clan.

Caccia al boss sul social network

La provincia di Trapani ha ancora il suo punto di riferimento in Matteo Messina Denaro per la cui ricerca ora ci si affida anche ai social network. La Procura di Palermo ha infatti recentemente avuto i permessi per accedere ai server di Facebook, dopo la richiesta pervenuta direttamente al Tribunale della California. È stato infatti provato in occasione dell’arresto della sorella del boss, Anna Patrizia Messina Denaro, avvenuto nel 2013, che la stessa aveva trovato modo di comunicare tramite il web con il fratello e lo avrebbe fatto attivando numerosi falsi profili sul noto social network.

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Un metodo più veloce per ottenere risposte rispetto ai tradizionali “pizzini”, chiaro segno che anche un’organizzazione granitica e attaccata alle “tradizioni” come quella mafiosa inizia ad adeguarsi alle nuove tecnologie.