Si è privata dell’energia elettrica per tre mesi, pur di allontanare l'ex marito di casa. A riferire la singolare vicenda è una cinquantenne salernitana nel corso del processo a carico di un professionista, accusato dei reati di maltrattamenti e violazione degli obblighi di assistenza familiare (come precisato dal legale della donna in una nota stampa). Una vicenda singolare, che vede l’ex marito rientrare nell'abitazione familiare a diversi anni di distanza dalla separazione tra i coniugi.

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“Mio marito conservava buoni rapporti con la figlia e, nonostante la separazione, veniva a pranzare la domenica per salvaguardare gli equilibri familiari. Dal 2014 le cose sono cambiate" ha precisato la donna, in occasione della testimonianza davanti al giudice del tribunale di Salerno.

Marito e moglie erano riusciti a conservare un rapporto di civile convivenza per diversi anni. A testimonianza di ciò, la festa per i cinquant'anni dell’uomo: “L’abbiamo organizzata a casa per far felice mia figlia.

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Nulla più”. La chiosa si fa ancora più decisa, quando l’avvocato difensore dell’imputato mostra le foto dell'evento, evidenziando un bacio sulla guancia: “Beh, 50 anni si fanno una volta sola" sottolinea la donna, che rimarca come sia stato solo un atto di cortesia in un momento gioioso.

"La notte avevo paura e mi chiudevo a chiave"

La vittima sottolinea: “In tutti questi anni non ha pagato gli alimenti e né si è interessato più di tanto ai figli.

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Cronaca Nera

Ogni tanto portava un po’ di spesa, ma non ricordo di regali o di un interessamento particolare per le vicende quotidiane dei ragazzi”. La donna riusciva ad andare avanti grazie ad una piccola attività. La situazione è peggiorata nel 2014 quando l’uomo si è piazzato stabilmente nell'appartamento di famiglia con l'inganno (secondo la versione fornita dalla donna). “Ha iniziato lentamente a portare indumenti ed attrezzi da lavoro a casa.

Il mio appartamento è diventato un bazar - ha sottolineato durante la deposizione in aula - È riuscito anche a farsi consegnare le chiavi dalla figlia e non aveva nessuna intenzione di andare via, né di voler contribuire alle spese familiari. Con il trascorrere dei giorni, l’atmosfera è diventata pesante. Gli facevo presente che doveva lasciare la casa, che non si poteva andare avanti, e lui reagiva tirandomi oggetti e riferendo parolacce di ogni genere”.

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Nel giugno del 2015 la denuncia. L'uomo strappa le bollette e non dà nessun contributo economico alla famiglia. Il figlio decide di lasciare casa per i continui litigi. “La sera chiudevo la stanza a chiave per il timore che potesse fare qualcosa". Questo particolare sarà ribadito anche dalla figlia nella successiva testimonianza.

"Cantava tutta la notte Je so' pazzo"

L’uomo non voleva saperne di lasciare l’abitazione.

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Da qui la clamorosa decisione: “Ho chiesto all'Enel di sospendere l’erogazione dell’energia elettrica. Teneva accesa la televisione tutta la notte e poi cantava “Je so’ pazzo” di Pino Daniele”. Su questo punto è stato lo stesso giudice a chiedere chiarimenti su come riuscisse a vivere senza l’erogazione dell’energia elettrica. “Conservavo gli alimenti da mia sorella e riscaldavo l'acqua, o in alternativa facevamo la doccia da lei. Una storia che è andata avanti da fine giugno a settembre" ha ribadito al giudice. Successivamente, ci fu un nuovo momento di tensione con l’aggressione con una mazza da hockey: “Mi feci medicare all'ospedale ma non presentai nuova denuncia”. Tensioni e tormenti terminati con la decisione del Gip del Tribunale di Salerno di accogliere la richiesta di misura cautelare della Procura di Salerno dopo approfonditi accertamenti investigativi. L'ex marito nega qualsiasi addebito e, attraverso il suo legale difensore, è pronto a dar battaglia nel corso del processo. 

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