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Una scena raccapricciante che riporta alla mente un passato quasi dimenticato. Dopo anni di silenzio, la mafia torna ad uccidere. Accade a Palermo dove stamani due persone sono state assassinate a colpi d'arma da fuoco in via Falsomiele. Un agguato in piena regola, nello stile di Cosa Nostra, simile ai tanti delitti che caratterizzarono le guerre di mafia negli anni '80 e '90.

Ucciso il genero di Giovanni Bontate

Uno dei due uomini freddati dai sicari si chiama Vincenzo Bontà ed era il genero del boss Giovanni Bontate.

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Quest'ultimo, uomo di spicco di uno dei principali clan palermitani nel corso degli anni '80, fu vittima della feroce guerra scatenata dai corleonesi. Venne infatti ucciso nel 1988 a Palermo mentre si trovava agli arresti domiciliari, insieme alla moglie Francesca Citarda. Era uno degli imputati al primo maxiprocesso. Il fratello, Stefano Bontate, noto come "il principe di Villagrazia", fu uno dei principali capi di Cosa Nostra tra gli anni '70 ed '80. Morì a sua volta in un agguato organizzato dai corleonesi il 23 aprile 1981, nel quale ci sarebbe stata anche la complicità di Giovanni Bontate che si sarebbe accordato con Totò Riina perchè voleva prendere il posto del fratello ai vertici della famiglia. L'altra vittima del duplice omicidio di questa mattina è un uomo di 45 anni che non ha precedenti penali.

Il parere della Dda

Secondo la Direzione distrettuale antimafia di Palermo ci sarebbero pochi dubbi. Dietro il duplice omicidio di stamani c'è la mano di Cosa Nostra. Un episodio che apre scenari inquietanti su una criminalità organizzata che in Sicilia aveva smesso di uccidere da molti anni. Le due vittime viaggiavano a bordo di una Fiat 500 e, secondo la ricostruzione degli investigatori, sono stati affiancati dai sicari. A quel punto sarebbero scese dall'auto cercando di fuggire ma hanno fatto poca strada.

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Dal modus operandi, considerato che uno dei due uomini uccisi è stato freddato con un colpo alla nuca, si tratterebbe di un'esecuzione in piena regola. Le indagini sono coordinate dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci insieme ai pubblici ministeri Claudio Camilleri e Sergio Demontis.