Siamo ancora agli albori del 2016, ma la criminalità ha già fatto sentire il fiato sul collo di sindaci e amministratori locali nei Comuni di mezza Italia con atti di intimidazione. Dimostrazione di forza o, paradossalmente, segno di debolezza? Nel commentare l’incendio dell’unico scuolabus a Martone, un piccolo centro dell’entroterra reggino, Federico Cafiero de Raho, procuratore capo a Reggio Calabria, ha detto: “E’ un gesto che attesta una forma di debolezza della ‘ndrangheta dovuto probabilmente all’impossibilità di ottenere gli stessi risultati del passato”.

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Per la cronaca, l'obiettivo del rogo del pulmino, che ha privato i bambini del paese del fondamentale servizio di trasporto scolastico, era il sindaco, Giorgio Imperitura. Era l’11 gennaio. Prima c’erano già stati l’incendio doloso a due automezzi utilizzati per la raccolta dei rifiuti, a Gioiosa Ionica, e la distruzione di un’isola ecologica a Gerace.

Il 14 gennaio è la volta di Giancarlo Piva, primo cittadino di Este a ricevere una lettera minatoria: ”Morirai presto!”. Il 15 gennaio quasi contemporaneamente vengono date alle fiamme le auto di Auturo Bova, consigliere regionale della Calabria e già sindaco di Amaroni, e di Gian Carlo Sitra, già sindaco di Crotone e parlamentare per due legislature.

Dal Sud al Nord il modus operandi è lo stesso. Il 2 febbraio viene assegnata la scorta al sindaco di Reggio Emilia, minacciato tramite una lettera scritta da un imprenditore calabrese arrestato nell’ambito dell’operazione Aemilia e fatta recapitare dal suo avvocato alla redazione del Resto del Carlino. Il giorno dopo Alice Bulgarello, primo cittadino di Polverara, che ha deciso di costituirsi parte civile nel processo contro due ex sindaci del suo comune , riceve una lettera di minaccia: «Stai attenta a ciò che dici al processo».

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Il 5 febbraio capita a Roberto Colussi, comandante dei Vigili Urbani di Portogruaro, a ricevere la solita lettera anonima: «Conosciamo la scuola dove vanno i tuoi figli».

«Quando si colpisce un rappresentante delle istituzioni – osserva Roberto Montà, presidente di Avviso Pubblico – si colpisce l’intera collettività. Siamo preoccupati sia per i numerosi episodi verificatisi al Sud sia per la recrudescenza del fenomeno al Nord. Gli amministratori che guidano le loro città nel nome della Costituzione non devono essere abbandonati.

Abbiamo chiesto al Governo di adottare tutte le forme di protezione possibili e al Parlamento di approvare le proposte di legge elaborate dalla Commissione parlamentare d’inchiesta».