Sembra quasi stia cullando il figlio, la mummia ritrovata dagli archeologi a Taiwan martedì 26 aprile scorso, composta da una madre che tiene in braccio e lo osserva amorosamente, all’interno di quella che sembra una coperta. La madre ed il bambino sono stati ritrovati tra i 48 gruppi di resti umani portati alla luce nella zona di Taichung.

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La scoperta è la prova della prima attività umana nel centro di Taiwan.

I funzionari del Museo Nazionale di Scienze Naturali della nazione asiatica, martedì, annunciando la scoperta, hanno rivelato di essere rimasti abbastanza scioccati dal ritrovamento a pochi giorni dalla festa della mamma, in quanto sembrava che la madre stesse guardando il bambino che teneva in braccio. Ad affermarlo è Chu Wei-lee, curatore del Dipartimento di Antropologia presso il museo di Storia Naturale 

Un anno di scavi

Il progetto di scavo a Taichung era iniziato nel 2014 e durato circa un anno.

L'amore di una madre per il figlio ci arriva dal passato
L'amore di una madre per il figlio ci arriva dal passato

La datazione al carbonio che ne è seguita è stata usata per determinare l’età dei resti, e dalla quale è risultato che insieme alla madre c’erano anche i suoi cinque figli. Non si conosce il motivo dei decessi, e né se siano avvenuti in breve tempo e per le stesse cause, magari per un’epidemia, come qualcuno afferma.

Non è difficile pensare che non sia poi cambiato molto, in 5000 anni, nel rapporto tra madre e figli, e la postura della genitrice non può essere considerata come un casualità pietrificata dal lungo sonno mortale.

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Potremmo magari pensare ad una composizione del corpo attribuibile a coloro che hanno preparato le salme, o semplicemente ad un uso particolare della tradizione funeraria di quei tempi.

Ultimamente sono molte le sorprese che ci arrivano dal mondo dell’archeologia. Ad esempio da Atene ci viene comunicata la scoperta di un gruppo di scheletri legati con arnesi di ferro simili a manette. Gli storici pensano si possano trattare dei resti di 36 seguaci di Cilone, un ex campione di corsa olimpico che decise di diventare tiranno tentando un colpo di stato nei confronti del governo ateniese nel 632 avanti Cristo.

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