Finisce la storia di camorra che vede come protagonisti i quartieri di Miano, Sanità, Capodimonte, Piscinola e Marianella, ora si aggiunge un'altro nome alla lunga lista dei pentiti di camorra: Mario Lo Russo. Il boss della famiglia camorristica dei cosìddetti "Capitoni" che ha subito numerosi arresti da parte delle forze dell'ordine, si arrende e decide di collaborare con la giustizia svelando quella che potrebbe essere la storia di una delle famiglie di Camorra più vecchie di sempre.

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I boss di Miano

Il clan egemone di uno dei quartieri più malfamati di Napoli, dopo il pentimento di Salvatore Lo Russo che ha scosso gli equilibri della Camorra partenopea, ora anche il fratello di Salvatore segue le sue orme e decide di aiutare le forze dell'ordine a stanare tutta l'organizzazione criminale di Miano. Mario Lo Russo, il boss del così detto "Rione Janfolla" di Miano, si è pentito e sarà l'artefice del decadimento di un sodalizio criminale durato decenni.

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Tra le motivazioni che potrebbero aver convinto Mario Lo Russo a diventare collaboratore di giustizia ci sono oltre ai tanti anni di galera che il mianese dovrà espiare, anche l'attuale tensione che si respira a suon di sparatorie e che rimbombano come avvertimento di "lasciare spazio nel quartiere e togliere il disturbo".

Fratelli di giustizia

Ora anche Mario ha eguagliato il fratello Salvatore, mentre l'altra sera, un terzo fratello ed anche l'unico in libertà, Carlo Lo Russo, è stato arrestato dagli agenti della Polizia di Stato per aver aggredito un agente che stava effettuando un controllo di routine presso l'abitazione del sorvegliato speciale di Miano.

In tanti si sono chiesti il perché di un gesto così irresponsabile del boss Carlo Lo Russo, ma ora, con la notizia del pentimento del fratello Mario, probabilmente anche Carlo ha voluto togliere il "disturbo" e non affrontare da solo l'attuale notizia del pentimento del fratello. Attualmente Mario Lo Russo ha chiesto di parlare con gli inquirenti e verrà messo alla prova a suon di dichiarazioni, che a loro volta dovranno essere riscontrate, per poi poter accedere al trattamento riservato ai collaboratori di giustizia.

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