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Uno sfogo drammatico che sgorga come un fiume in piena è la lettera che Massimo Giuseppe Bossetti, accusato dell'omicidio di Yara Gambirasio, ha inviato alla madre e alla sorella. Ben sette pagine scritte di getto, in cui il muratore di Mapello apre il suo cuore ai familiari, manifestando l'insano proposito di uccidersi. Ormai è allo stremo delle forze, Bossetti, e non riesce più a tollerare la vita da detenuto. Rivendica il diritto di poter disporre della propria vita come vuole, professandosi ormai stanco di sopportare sofferenze ingiuste.

La lettera choc è stata pubblicata in esclusiva sul settimanale "Oggi", e mostra un Bossetti che rompe la cortina di silenzio che l'ha contraddistinto finora, palesandosi in tutta la sua disperazione.

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Il rimorso per aver scritto lettere "bollenti" ad una detenuta

Bossetti, nella lunga lettera alla madre, non si è limitato a manifestare propositi suicidi, ma ha anche ammesso di provare rimorso per aver scritto delle lettere erotiche ad una detenuta che in realtà nemmeno conosce. Questa ammissione gli riporta alla mente la figura della moglie, Marita, che avrà sicuramente sofferto di ciò. Ecco perché, a detta sua, sente di meritare questo calvario, anche per aver fatto star male ingiustamente la moglie che gli è sempre stata vicina. Ormai non riesce più a contenere le parole, il muratore di Mapello e, con un'immagine suggestiva, prospetta di potersi svegliare un giorno accanto al defunto padre Giovanni Bossetti, che non gli ha mai negato la sua protezione.

Afferma poi di ricevere aiuto sia da parte degli agenti che dei dottori, ma di provare un malessere che lo porterà a farla finita perché, nonostante le rassicurazioni degli avvocati, la sua disperazione è al culmine.

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Il muratore fa anche un riferimento ai figli per i quali Bossetti, nonostante la vita familiare sia irrimediabilmente compromessa, ha cercato di combattere e andare avanti. Ormai sembra che nemmeno questo pensiero riesca a dargli la forza per vivere. Lo attanaglia, infatti, il desiderio di porre fine alla sua esistenza che sembra sovrastare ogni speranza.