Ha ucciso tre dirigenti governativi che avevano ordinato la demolizione della sua casa, ma a sua volta è stato freddato dalla polizia. I media cinesi e le autorità lo definiscono come un assassino che si è macchiato di un imperdonabile crimine, ma questa volta la propaganda governativa non sembra fare breccia sui cinesi. Per gli abitanti del villaggio, ma non solo, l'uomo è un eroe, che ha avuto il coraggio di opporsi ai soprusi del governo, che distrugge interi villaggi per fare spazio a costruzioni e centri commerciali. Il fatto è avvenuto nel villaggio di Xuegang, nella Cina centrale.

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La solidarietà dei cinesi nei confronti dell'uomo

Molti cinesi hanno inondato la rete di messaggi di sostegno e solidarietà nei confronti dell'uomo, e qualcuno si è persino spinto ad offrire sostegno economico alla sua famiglia. Il funerale è diventato occasione per protestare vivamente contro il piano di urbanizzazione ordinato e talvolta imposto con la forza dal governo, che sgombera i villaggi con la forza, se necessario, e non indennizza adeguatamente i cittadini. 

Autorità cinesi spiazzate dalla rivolta

Le autorità cinesi non si aspettavano di incontrare una così forte resistenza, e la situazione sta diventando incandescente e difficile da gestire. La censura e la propaganda questa volta non sembrano sufficienti per placare gli animi.

E il governo cinese teme che il progetto di trasferire dalle campagne alle città 200 milioni di cinesi, per alimentare la crescita ed i consumi interni, possa subire dei rallentamenti o arrestarsi. 

La dinamica dei fatti e lo sfogo su Facebook

Il protagonista della vicenda, Fan Huepei, 36 anni, ha accoltellato a morte un operaio, un funzionario dell'amministrazione stradale e un tecnico, e ha ferito altre due persone che sono riuscite a salvarsi.

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Prima di essere ucciso dalla Polizia, l'uomo ha avuto il tempo di sfogarsi su Facebook, dove ha ammesso il delitto e ha affermato di non riuscire più a vivere, dopo la demolizione di un edificio di sua proprietà, facente parte di un villaggio rurale che le autorità cinesi hanno deciso di radere al suolo, per fare spazio a centri commerciali da vendere ai privati. 

L'indennizzo inadeguato alla base del gesto

Il governo cinese ha ordinato la demolizione del villaggio dove Fan Huepei possedeva un edificio, per la cui ristrutturazione aveva investito recentemente più di 100.000€.

Come indennizzo, le autorità avevano riconosciuto appena 2500 euro, dilazionate in tre anni, per ogni membro della famiglia. Questo ha evidentemente fatto perdere all'uomo il lume della ragione. 

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