La Procura di Milano ha chiesto il processo immediato per Rocco Schirripa. Sono stati il procuratore aggiunto Ilda Boccassini e il pm Marcello Tatangelo, da sempre in prima linea nelle inchieste sulla criminalità organizzata, fin da quando lavorava a Torino. Allora era coordinato dal procuratore capo Marcello Maddalena e dall'aggiunto Maurizio Laudi. Il panettiere Rocco Schirripa sarebbe tra gli esecutori materiali dell'omicidio Caccia. Per gli inquirenti le prove processuali sono granitiche, e in più è stato arrestato in Olanda Rocco Gasperoni, da sempre sospettato per quell'omicidio, grazie alla collaborazione del magistrato olandese Hester van Bruggen.

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Assolto una prima volta per il delitto Caccia, Rocco Gasperoni era stato, invece, condannato a 14 anni e 8 mesi per traffico internazionale di stupefacenti, con l'esclusione del'aggravante di associazione mafiosa. Gestiva con la moglie nei pressi dell'Aja, città dove si sta svolgendo l'inchiesta sul caso Marò, un avviato ristorante. Da giovane, l'uomo era legato al clan della 'ndrangheta Belfiore, ed era stato arrestato per traffico internazionale di stupefacenti nel 1997, insieme a Giuseppe Belfiore.

Secondo l'attuale procuratore della Repubblica di Torino, Armando Spataro, quest'organizzazione giunse al Nord quando venne organizzato il 1° Festival di Sanremo.

Salvatore e Domenico Belfiore

Nel periodo finale dell'attività di spaccio di Gasperoni, nell'aula bunker della Vallette, si tenne il processo "Cartagine" contro Salvatore Belfiore. Nel 1998, il boss venne condannato all'ergastolo per essere stato il mandante di una trentina di omicidi avvenuti in Piemonte negli anni Ottanta. Con lui per omicidio, associazione mafiosa e traffico di stupefacenti, furono condannate almeno altre quaranta persone delle ottanta che erano sul banco degli imputati.

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Tutto era cominciato con il sequestro, da parte dei Ros dei carabinieri, di un Tir a Borgaro Torinese, partito da Genova con 5 quintali di cocaina a bordo. Allora, i collaboranti di giustizia furono determinanti per lo smantellamento del clan di Sasà Belfiore: grazie a questa collaborazione, hanno usufruito di un abbondante sconto di pena e ora sono in libertà. Nei seguenti gradi di giudizio sono stati condannati ancora altri esponenti della 'ndrangheta.

Domenico Belfiore è l'unico condannato all'ergastolo per l'assassinio del procuratore capo Bruno Caccia, ma ora si trova in libertà vigilata per motivi di salute.

Presso la sua dimora si sarebbero tenute una serie di conversazioni, intercettate dagli inquirenti, che hanno portato all'arresto del 64enne Rocco Schirripa: in particolare, sarebbe stato intercettato il dialogo della moglie del panettiere con il boss Domenico Belfiore che l'avrebbe tranquillizzata, perché secondo lui il reato del marito dopo tutti questi anni sarebbe finito in prescrizione. Per questa indagine è stata premiata la Squadra Mobile nella persona di Marco Martino.

Un omicidio volontario non cade mai in prescrizione: la sera di fine giugno 1983, quando fu ucciso il magistrato, sul luogo del delitto c'erano tre persone.

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Non sembra nemmeno che ci fosse un basista: gli assassini conoscevano alla perfezione il tragitto che il procuratore capo era solito compiere ogni sera con il cane. L'arresto di Gasperoni in Olanda, forse il terzo uomo, cade puntuale.

L'uomo è stato pedinato a lungo, e su di lui pesa l'aggravante della premeditazione, per i giudici Giulia Cucciniello e Valeria Rosa. Nelle intercettazioni effettuate dalla Procura di Milano, i malavitosi si augurano che il panettiere, dopo averla fatta franca per trent'anni, ormai possa dirsi tranquillo. Come Rocco Schirripa anche il più anziano Gasperoni se la passava bene con la moglie a Scheveningen, nel suo ristorante Rocco's.