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Perdere il posto di lavoro per un commento su Facebook. E' quanto accaduto ad una lavoratrice dello stabilimento Piaggio di Pontedera, licenziata dopo aver commentato con "ammazziamoli tutti kuesti bastardi" la foto della visita in azienda del premier Renzi e del presidente e amministratore delegato della famosa casa motociclistica, Roberto Colaninno. Un'altra lavoratrice che ha cliccato "mi piace" sul commento della collega, ha ricevuto una lettera di richiamo.

Il commento è stato ritenuto "minaccioso"

Il commento della lavoratrice, che probabilmente ha agito con "leggerezza", senza valutare a fondo le possibili conseguenze del suo commento, dove ha usato toni che nel marasma dei social network non sono ahimè così infrequenti, è stato considerato "minaccioso" dalla direzione aziendale, e per questo motivo è partita la lettera di licenziamento, che la donna è pronta a contestare per via legale.

Il compleanno della Vespa e la visita di Renzi e Colaninno

Il fatto è accaduto a margine della visita di Colaninno e del premier Renzi allo stabilimento di Pontedera, in occasione del 70° compleanno della Vespa, il due ruote più famoso nel mondo, che si celebrava il 23 Aprile scorso.

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Per i festeggiamenti - molto sentiti a Pontedera, dove in moltissime famiglie ci sono ex lavoratori Piaggio - è stato organizzato in città un raduno di appassionati della Vespa, inoltre l'azienda ha aperto i cancelli al pubblico.  

Il post della discordia

Il giorno dei festeggiamenti, la lavoratrice poi licenziata ha commentato un articolo della stampa locale che annunciava la partecipazione di Renzi alla festa della Vespa, pubblicato sulla bacheca Facebook da una collega, poi finita nei guai a sua volta per aver cliccato "mi piace" al commento incriminato. Il post non aveva ricevuto ulteriori commenti, e la questione sembrava finita lì, fino a quando pochi giorni dopo, è arrivata la doccia fredda. Lettera di licenziamento per giusta causa per l'autrice del commento, e richiamo disciplinare per la collega.

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Alla vicenda si sono interessati i sindacati, ma la donna licenziata ha già annunciato battaglia legale.