In occasione della visita dell’alto funzionario cinese Zhang Dejiang a Hong Kong, le autorità hanno predisposto ampie misure di sicurezza tra cui incollare i blocchi di cemento di cui sono costituiti i marciapiedi, già utilizzati in passato come proiettili contro le forze dell’ordine. La visita di Zhang a Hong Kong arriva in un momento in cui i rapporti tra i residenti e il governo centrale cinese sono notevolmente tesi e il rischio di rivolte o proteste violente è molto elevato.

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I precedenti

Nello scorso mese di febbraio, durante una rivolta scoppiata in seguito a restrizioni del governo a danno dei commercianti del mercato ambulante, i manifestanti hanno lanciato bottiglie e mattoni prelevati dai marciapiedi contro la polizia, che ha prontamente risposto con spray al peperoncino e spari di avvertimento.

I blocchi della pavimentazione sono normalmente posati sulla sabbia e solo in alcuni tratti sono stati cementati per renderli più stabili al passaggio dei pedoni ma ora, dopo i fatti di febbraio, le autorità si sono viste costrette a prendere provvedimenti per evitare che i blocchi diventino ancora pericolose armi nelle mani di eventuali manifestanti. La soluzione più immediata e pratica è risultata utilizzare una apposita colla molto resistente per fissare i mattoni al suolo.

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Il malcontento degli abitanti di Hong Kong

Honk Kong non è nuova a proteste causate da un generale malcontento che abbraccia più categorie sociali. Nel 2014 decine di migliaia di manifestanti, per lo più studenti, occuparono le strade di Hong Kong per 11 settimane in quello che passò alla storia come Umbrella Revolution, così chiamato perché i manifestanti utilizzarono ombrelli per proteggersi dai gas lacrimogeni, espediente largamente utilizzato dalle forze dell'ordine per disperdere la folla.

Le proteste nacquero dopo la proposta di una riforma politica sostenuta da Pechino che avrebbe voluto introdurre un suffragio universale limitato, una contraddizione in termini, per favorire candidati preselezionati dal governo centrale. La proposta venne fermamente respinta dagli attivisti fautori della democrazia ma da allora Hong Kong è stato teatro di sempre più numerose manifestazioni, vere e proprie espressioni di disagio, spesso sfociate nella violenza.

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