La magistratura è tornata di recente a pronunciarsi con un’importante decisione sui limiti oltre cui il concessionario di riscossione non può spingersi nell’iscrivere a ruolo ipoteche e fermi amministrativi. Ne consegue che anche il potere di Equitalia quando avvia delle azioni cautelari incontra delle barriere, nell’ottica di una maggiore difesa del cittadino sancita dalla Carta dei diritti dell'Unione Europea.

Si parte infatti dal presupposto che l'ipoteca e il fermo amministrativo non costituiscono atti dell'espropriazione forzata, ma vanno considerati quali procedure alternative all'esecuzione forzata. Benché quindi non sia necessario procedere alla notifica dell'intimazione di cui all'art. 50, 2^ comma, del d.p.r. n. 602/1973, tuttavia al contribuente spettano comunque altre garanzie.

Nulla l’ipoteca senza preavviso: Cass. sent. n. 9797/2016

Più nello specifico la Corte di Cassazione con la sentenza n.9797 del 12.05.2016 ha statuito che Equitalia prima di iscrivere l’ipoteca su beni immobili deve sempre comunicare al contribuente che procederà a tale iscrizione (con il cosiddetto preavviso di ipoteca), concedendogli un termine di 30 giorni per preparare le motivazioni difensive o per pagare il debito.

Viceversa è da considerarsi nulla l'ipoteca iscritta se prima Equitalia non ha comunicato al debitore i termini e le modalità per esercitare il suo diritto di opposizione.

Inoltre la Suprema Corte ha ricordato che l’obbligo del preavviso di ipoteca e della concessione del termine di 30 giorni per esercitare il diritto di difesa si applica anche ai procedimenti iniziati prima del 13 luglio 2011 (ovvero quando ancora l’obbligo non era previsto dalla legge).

Nel caso in cui l’auto si utilizza tutti i giorni per recarsi in ufficio, in tali casi posto che si possono utilizzare dei mezzi di trasporto alternativi, viene esclusa la strumentalità del veicolo sottoponibile al fermo. Non invece nel caso in cui si vive in zone che non sono ben collegate. Un altro limite che impedisce di disporre il fermo amministrativo è l’ipotesi in cui l’auto è intestata ad un familiare (che usufruisce dei permessi L.

n.104/92) che ha a suo carico un disabile. Se l’auto è funzionale all’assistenza di un disabile non può mai infatti essere disposto il fermo proprio perché l’auto può essere utilizzata per il trasporto del familiare disabile.

Il fermo può inoltre essere previsto anche per importi minimi superiori a 50 euro. Per contestare il preavviso di fermo, si può procedere a formulare un’istanza di autotutela direttamente ad Equitalia, o presso gli sportelli o via mail, anche per provare che si è provveduto a saldare il debito.

Il ricorso giudiziario contro il preavviso e il fermo amministrativo va incardinato:

  • al Giudice di Pace, per multe su cui si fonda il fermo;
  • in Commissione Tributaria Provinciale, per i debiti tributari;
  • al Tribunale (giudice del lavoro), per i contributi Inps o Inail.

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