Gli esperti di economia mondiale sperano di sbagliarsi ma, attualmente, la preoccupazione per quanto potrebbe accadere in Venezuela è ai massimi livelli. Ricardo Cusanno, vicepresidente della "Federcamere venezuelana" ha affermato: "La nazione ha potenziali strumenti politici per l'uscita dalla crisi, ma la fame ha tempi diversi da quelli della politica e si temono clamorose rivolte sociali".

Queste le parole di Cusanno, nel momento in cui si registrano file interminabili di persone davanti ai supermercati e negozi presi d'assalto senza alcuna fortuna, poiché risultano letteralmente vuoti, così come le farmacie.

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Di conseguenza, si apre anche una emergenza sul fronte della sanità, perché aumentano i rischi per l'igiene nelle strade, con gente senza un tetto sotto il quale vivere, costretta ad espletare i propri bisogni fisiologici in strada. La situazione sta sfuggendo di mano rapidamente e bisogna far qualcosa con altrettanta rapidità. La nazione è costretta a razionalizzare anche gli approvvigionamenti di energia elettrica, gas e acqua, schematizzando e razionalizzando la distribuzione secondo periodi prestabiliti, pur di risparmiare.

Per il Venezuela si profila la crisi peggiore della storia

Lo ha paventato Nicolas Maduro, richiamando più volte il suo pari grado cileno Allende, riferendo che la borghesia venezuelana gli sta già muovendo guerra, proprio come successe in Cile. Inoltre, il presidente del Venezuela ha denunciato che il suo Paese è ostaggio di una spudorata campagna politica e mediatica pro-golpe, ai danni del suo governo.

Tuttavia c'è da sottolineare che in Venezuela, oggi, le forze dell'ordine coprono diversi incarichi ed hanno una stratificata co-partecipazione in molti settori dell'economia, situazione che nel Cile non esisteva.

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È vero anche che con l’inflazione alle stelle, nel Paese di Allende mancavano beni e servizi, ma non vi erano problematiche nell'utilizzo dell’acqua e dell'elettricità, a differenza di quanto sta accadendo ora in Venezuela. Il Cile subì un tamponamento socio-economico dopo la monopolizzazione delle cave di rame, mentre invece lo Stato guidato da Maduro continua ad esportare il proprio petrolio all'estero pur essendo ricco di altre risorse. Difatti, il famoso "oro nero" rappresenta la principale risorsa economica per il Paese.