Nel clima d'instabilità politica che grava sul Venezuela, a buttar benzina sul fuoco sono le dichiarazioni di Henrique Capriles, uno dei principali leader dell'opposizione moderata, oltre che ex candidato presidenziale. Mentre il fronte di centrodestra raccoglie le firme per il referendum revocatorio - per scalzare Nicolás Maduro - e il Governo "chavista" cerca di difendere la vittoria elettorale dichiarando lo Stato d'emergenza, Capriles ha affermato che il capo dello Stato è un "errore della storia", un "comprimario".

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Capriles, la sollevazione militare è nell'aria

Il leader politico ha aggiunto che una sollevazione militare, un golpe "è nell'aria". Secondo quello che forse è il principale esponente dell'area conservatrice, le Forze armate - cioè la Fuerza Armada Bolivariana de Venezuela (Fanb) - hanno la responsabilità d'impedire che il presidente della Repubblica trasformi la propria gestione in un Governo "de facto", in un Esecutivo che agisce al di fuori della Costituzione.

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Del resto, sotto il profilo costituzionale, per l'Amministrazione bolivariana si pone un ostacolo di non poco conto: la dichiarazione del cosiddetto "Estado de excepción" dovrebbe essere convalidata non soltanto dal Tribunale supremo - com'è da poco avvenuto - ma anche dall'Assemblea nazionale di Caracas. E qui cominciano i problemi, giacché l'organo legislativo è controllato dall'opposizione che ha già respinto il decreto governativo.

Crisi economica e proteste nelle piazze

E in questo clima, contrassegnato da continue proteste nelle piazze per via della crisi economica che attanaglia il VenezuelaCapriles ha dichiarato che i militari devono prendere una decisione. Un'affermazione che - secondo alcuni - testimonierebbe l'invocazione di un golpe militare da parte del fronte antigovernativo. L'ex candidato ha però precisato la sua posizione, chiarendo che non auspica per nulla un colpo di stato: "La mia presa di posizione è legata a questo nuovo decreto di Stato di emergenza, che dovrebbe passare per l'Assemblea nazionale e il Tribunale supremo di giustizia", ha specificato.

"Se Maduro vuole ignorare la decisione dell'Assemblea, che già l'ha rifiutato, e pretende di imporre nuove leggi - ha aggiunto Capriles - queste saranno incostituzionali. Il Governo di Maduro, quindi, si trasformerà in un Governo di fatto, che opera al di fuori della Carta costituzionale".

Secondo Capriles, le Forze armate sono le garanti della Costituzione, e in questo scenario dovranno decidere, secondo quanto riportato anche dal "Mundo", se difendono la Carta, o se stanno con Maduro: "Se questi ordina alle Fanb di requisire una fabbrica con la forza, possibilità prevista dallo Stato di emergenza, esse dovranno decidere se stanno con Maduro, oppure ribattergli, 'Noi non obbediremo a ordini che si pongono ai margini della Costituzione'".

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L'Esercito bolivariano è diviso?

Il leader moderato rileva come l'esercito sia diviso. A suo giudizio, a fronte di vertici militari corrotti, c'è tutto il resto delle Forze armate che è colpito dalla peggior crisi della storia. E se il vertice che sta al comando - Capriles ne è convinto - difenderà senz'altro Maduro perché è corrotto e sarebbe travolto dalla sua caduta, c'è tuttavia da chiedersi cosa succederà tra i gradi intermedi.

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Comunque, il leader oppositore cerca di mettere in chiaro che il fronte moderato non desidera nessun golpe da parte dei militari: "ma chiediamo alle Forze armate che esigano da Maduro il rispetto della Costituzione".

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