Anche oggi un attentato ha insanguinato la Turchia: un'autobomba è esplosa davanti ad una stazione di polizia nel sud-est del Paese, nella cittadina di Midyat, piccolo centro della provincia di Mardin a maggioranza curda e non lontana - circa 23 chilometri - dal confine con la martoriata Siria.

Non è la prima volta che la polizia turca subisce un attacco di questo genere, basti pensare a tutti i sanguinosi assalti dello scorso anno e all'attentato di ieri nel cuore turistico di Istanbul. Questo è un chiaro segno che la lotta interna tra il governo di Erdogan e la minoranza curda non è ancora finita, e che il PKK non ha alcuna intenzione di deporre le armi.

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L'attacco di ieri ad Istanbul

Ieri nel centro di Istanbul, nel quartiere di Vezneciler, un'autobomba è esplosa al passaggio di un autobus delle forze speciali della polizia, provocando 12 morti, di cui 7 agenti e 5 civili, e ben 42 feriti: di questi, due sono in gravi condizioni e stanno ancora lottando tra la vita e la morte nel reparto di terapia intensiva.

Le indagini sono subito cominciate a ritmo serrato e sono stati arrestati 4 sospetti, subito sottoposti ad un durissimo interrogatorio. Il Presidente Erdogan è andato a far visita ai feriti, e ha promesso che intensificherà ancora di più la lotta al PKK, che ha definito come un'organizzazione di "terroristi vigliacchi".

Un anno di attacchi in Turchia

Con l'attentato di stamattina si ha l'ennesima conferma che questo 2016 sarà un anno molto duro per la Turchia, così come era accaduto anche nel 2015. Dunque, gli assalti del PKK e dei miliziani del sedicente Stato islamico si faranno ancora sentire e mieteranno ulteriori vittime.

Dall'inizio di quest'anno, gli attentati rivendicati apertamente dal PKK e dalla sua ala più intransigente sono 14 e il bilancio si aggira sulle 90 vittime tra agenti di polizia, militari, gente comune e turisti con la sola colpa di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. La città presa maggiormente di mira è Diyarbakir, non lontana dal confine con la Siria, in cui la stragrande maggioranza degli abitanti è di etnia curda e mal sopporta la polizia turca, che viene accusata di crimini ed atrocità nei confronti della popolazione civile.

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Gli attacchi dello Stato islamico, sempre dall'inizio del 2016, sono stati 3 e hanno provocato 19 vittime: anche in questo caso i bersagli sono stati gli uomini delle forze di sicurezza e i turisti che si trovavano nelle strade più lussuose dedicate allo shopping, nel centro di Istanbul.