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L’epicentro delle prime scosse del 30 maggio è stato localizzato tra l’Umbria e l’alto Lazio, esattamente a Orvieto, e la magnitudo raggiunta nella serata è stata del grado 3.4. Nella mattina del 31 maggio ha raggiunto il valore di 4.1. Le scosse sono state avvertite distintamente poiché l’epicentro è stato localizzato solo a quindici chilometri di profondità. La paura tra la gente è stata tanta perché quando la terra trema niente è più sicuro.

Le altre scosse che si sono succedute hanno avuto l’epicentro in provincia di Terni.

A Fabro e a Orvieto sono stati presi i dovuti provvedimenti e le scuole e gli edifici importanti sono rimasti chiusi. Anche per il 1° giugno è prevista l’attuazione della stessa prassi.

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Sono crollate parti di palazzi in Toscana e nel viterbese ma, per fortuna, i danni sono stati pochi perché hanno interessato l’esterno degli edifici.

Nella provincia di Terni sono già iniziati i primi sopralluoghi nei palazzi da parte dei vigili del fuoco per capire quali siano pericolanti o meno. Lo sciame sismico continua a farsi sentire dagli abitanti delle città interessate con piccole scosse che sembrano durare un’eternità. Le chiamate ai pompieri sono state molteplici e la gente, nello scappare dalle proprie case, ha chiuso la porta lasciando le chiavi dentro. Le telefonate sono quindi state per motivi consequenziali all’evento, piuttosto che per questo.

La speranza che le piccole scosse si fermino presto è viva in ogni persona che, terrorizzata, continua la sua vita quotidiana. Per fortuna sembra che a Terni, in Toscana nella Bassa Maremma e in tutte le altre zone colpite dal sisma non ci siano stati grossi danni alle cose e, soprattutto, nessuno si è ferito.

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Nel giro di pochi giorni probabilmente verranno ripristinate le parti dei palazzi danneggiati e tutto tornerà alla normalità. Ciò che ha colto di sorpresa è stata l’intensità delle scosse e le tre regioni coinvolte. In tutti i punti colpiti dal sisma sono attive le Forze dell'Ordine per controllare che tutto proceda per il meglio.